La leggenda di Caio Muzio Scevola

Fallita la presa repentina di Roma grazie al gesto eroico di Orazio Coclite, Porsenna si accinge a mettere sotto assedio la cittā nel tentativo di conquistarla per fame. Durante tale assedio, proprio quando a Roma inizia a scarseggiare il cibo, fa il suo ingresso nella storia un'altro eroe romano, Caio Muzio. Le sue intenzioni sono quelle di uccidere il re di Chiusi, Porsenna, e parte, travestito da etrusco, per il campo nemico con un pugnale nascosto fra le vesti. Purtroppo Muzio fallisce l'obbiettivo e per sbaglio non uccide Porsenna, ma un suo segretario. Catturato, venne condotto alla presenza di Porsenna, dove con estrema risoluzione mette la sua mano destra su un braciere acceso per punirla dell'errore. La sua mano doveva uccidere il re per la libertā di Roma, comunque se lui aveva fallito, sappia Porsenna che almeno altri trecento giovani romani erano pronti a ritentare il colpo.   A questo punto Porsenna inizia a tentennare. Ammirato per l'eroismo dei romani e visibilmente preoccupato dalle minacce di Caio Muzio, decide di aprire le trattative. Il ritorno dei Tarquini, uno dei punti che Porsenna si sentiva obbligato a sostenere, non venne concesso, ma ottenne alcuni ostaggi ed i terreni compresi nel territorio di Veio. Con questi pegni decise di togliere l'assedio e di lasciare il territorio romano. Caio Muzio venne soprannominato "Scevola", il mancino e proclamato eroe dai romani. Fra gli ostaggi vi era Clelia, ma questa č un'altra storia.

 

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La leggenda di Orazio Coclite.

La leggenda di Clelia.