La legione romana

Le riforme di Caio Mario, la legione coortale fondamenta della legione imperiale

L'ampliarsi dei confini dell'impero ed il numero sempre maggiore delle popolazioni nemiche da tenere sotto controllo resero necessario porre in campo sempre più legioni. Dalle 2 legioni che costituivano di regola l'esercito consolare romano, si era passati a 4 legioni (2 per ogni console) durante la seconda guerra sannitica (fine IV sec. a.C.), che rimase il numero usuale dell'esercito romano, anche se eccezionalmente, come durante le guerre puniche (fine III sec. a.C.), furono arruolate fino a 23 legioni. I soldati continuavano ad essere reclutati in base al censo, anche se il reddito minimo veniva sempre più abbassato per permettere ai meno ricchi di prestare servizio militare. Fu Caio Mario (107 a.C.) ad abolire il vecchio sistema del reclutamento per censo e ad arruolare tutti i volontari in possesso della cittadinanza romana e di qualità fisiche adatte, anche fra gli appartenenti alle popolazioni italiche. 

 I soldati e l'esercito divennero di mestiere, devoti ai loro comandanti. Inoltre i soldati avrebbero ricevuto dallo Stato l'armatura, sarebbero stati pagati periodicamente, ed alla fine della leva avrebbero avuto un pezzo di terra da coltivare nel luogo ove avevano prestato servizio. La tradizione attribuisce a Caio Mario anche la creazione di un'unità tattica più serrata del manipolo, la cohors, coorte, di 600 uomini, formata dall'unione di 3 manipoli, uno di hastati, uno di principes, uno di triarii, portati ciascuno a 200 uomini. La legione venne divisa pertanto in 10 coorti, numerate da I a X, e gli effettivi salirono a 6.000. Tutti gli effettivi della legione coortale erano dì fanteria pesante. I veliti infatti furono aboliti e le truppe leggere furono costituite dagli ausiliari. Venne meno la distinzione di età e di armamento fra hastati, principes e triarii, che ebbero tutti il pilum ed il gladius. Lo schieramento normale delle coorti era su tre linee, a scacchiera, simile a quello dei manipoli, con gli intervalli fra coorte e coorte, attraverso cui le unità tattiche della seconda e terza linea potevano avanzare e porsi in prima linea, qualora fosse necessario. Giulio Cesare modificò lo schieramento cambiando di posto le coorti dell’ultima linea e disponendole là dove necessitavano.

 

La legione imperiale

L'Imperatore Ottaviano (I sec. d.C.) diminuisce il numero delle legioni che passano da 60 a 25 . La riforma militare più importante che l'imperatore Augusto attua, é quella di  rafforzare permanentemente il numero degli uomini della prima coorte passando a 800 circa e per questo verrà chiamata cohort millenaria,  mentre le altre nove coorti, di 480 uomini, erano dette cohortes quingenarie. In sostanza una legione aveva pressappoco 5.120 soldati, essenzialmente fanti, che erano il cuore pulsante dell'esercito romano. Questi 5.120 fanti erano divisi in 10 coorti, ogni coorte al suo interno contava 3 manipoli oppure 6 centurie. Il manipolo sono 2 centurie unite. La prima coorte, aveva 5 centurie invece che 6, ma aveva il doppio di soldati per centuria. La centuria della cohort millenaria era composta da 160 uomini ed erano 5, mentre le centurie delle cohort quingenarie erano composte da 80 uomini ed erano 6.

 

Coorti uomini I centuria uomini II centuria uomini III centuria uomini IV centuria uomini V centuria uomini VI centuria totale
I 160 160 160 160 160 - 800
II 80 80 80 80 80 80 480
III 80 80 80 80 80 80 480
IV 80 80 80 80 80 80 480
V 80 80 80 80 80 80 480
VI 80 80 80 80 80 80 480
VII 80 80 80 80 80 80 480
VIII 80 80 80 80 80 80 480
IX 80 80 80 80 80 80 480
X 80 80 80 80 80 80 480

totale legione

5120

Partendo dal basso fino al vertice, la struttura della legione si presenta così:

  • 59 centurioni dei quali il più alto in grado porta il titolo di primpilio

  • 1 tribuno detto sexmenstris, in carica 6 mesi, che comandava la cavalleria.

  • 5 tribuni detti augusticlavii ognuno di essi comanda 2 coorti

  • 1 prefetto del campo

  • 1 tribuno detto laticlavio proveniente dall'aristocrazia senatoria

  • 1 legato di legione con il comando dell'intera legione. Al di sopra di lui se ci sono più legioni in una provincia vi era 1 legato d'armata. 

 Lo schieramento continuò a essere quello a scacchiera, ma le coorti erano disposte solo su due linee: alla destra della prima linea la I coorte e immediatamente dietro a questa la VI.

La cavalleria verrà riorganizzata e quindi divisa in 10 squadroni (detti turmae) formati da circa 60 cavalieri ciascuno. Ogni legione poteva avere un minimo di 300 cavalieri fino ad un massimo di 600 circa. Ogni turma era comandata da un decurione. Il generale della legione prende il nome di Legatus Augusti ed è subordinato ad un generale d'armata chiamato Comes.

Inoltre la necessità di accorpare anche temporaneamente reparti provenienti da legioni diverse viene compiuta con l'istituzione delle vexillationes.

La riforma di Diocleziano

La struttura dell'esercito rimane invariata  per secoli, fino a quando l'imperatore Diocleziano (285-301 d.C.) attua una nuova riforma che divide le legioni in due parti. La prima parte detta limitanea, aveva il compito di sorvegliare i confini ed era composta principalmente da legionari "leggeri" (detti lanciarii) e quindi stava sul confine, mentre la seconda detta comitatus stava nelle retrovie, pronta a fermare eventuali orde riuscite ad oltrepassare il limes (confine dell'Impero). Il comitatus formava l'ossatura dell'esercito ed era situato più all'interno per poter facilmente recarsi dove occorreva.

 

Pagina iniziale Roma Antica.

Pagina iniziale Esercito.

La legione repubblicana.

Gli ausiliari.