Le armi dei legionari

 

Le armi di cui erano dotati i legionari sono state adattate nel corso del tempo in base alla strategia di guerra con qui si affrontava il nemico. Questo fatto ha causato una crescente miglioria della dotazione  bellica che era il vanto dei legionari stessi. Riassumiamo le più importanti :

Il pilum

Il Pilum: era un giavellotto da lancio, in dotazione a tutti i legionari indistintamente. Di lunghezza circa 130/140 cm., con impugnatura in legno posta a metà della sua lunghezza. Pure in legno era la parte terminale, mentre dall'impugnatura alla punta triangolare era costituito in metallo dolce. La punta era a forma di triangolo larga quanto il pilum, in modo tale che, quando si piantava, sfondasse anche le armature perché creava un buco largo come il resto del giavellotto. La grande genialità di quest'arma sta poi nel fatto di essere costruito in metallo dolce e non duro. Questa particolarità, che a prima vista sembra un punto di debolezza, risulta invece essere di una genialità stupefacente. Infatti una volta che si piantava la parte in metallo del pilum si piegava su se stessa, in modo tale da non poter più essere rilanciato dai nemici contro gli stessi romani. La prima fila scagliava i loro pilum poi in successione la seconda e la terza. Provate ad immaginare una pioggia di giavellotti scagliata sui nemici in corsa. Sfido chiunque a sostenere che il suo effetto non sia devastante.

Il gladius

Altra arma dei legionari era la loro spada, il gladius. Quest'arma, considerando la tattica bellica dei romani, può essere definita la più efficace e potente dell'antichità. A differenza delle spade barbare, specialmente delle spade dei popoli germanici, lo spadino romano era corto, non superava in lunghezza i 60/70 cm, ed è proprio in questa sua lunghezza ridotta che trova la sua forza ed efficacia. Difatti i romani preferendo lo scontro corpo a corpo molto ravvicinato, a pochi cm dall'avversario e protetti dal grosso scudo avevano una maneggevolezza incredibile del loro gladius essendo corto e quindi poco pesante, potendo in tal modo colpire di sorpresa il nemico. Altra teoria bellica vincente dei romani fu quella di aver constatato che a quei tempi una ferita profonda 3 o 4 centimetri risultava mortale. Da questa teoria ne derivò il modo di utilizzare il gladius, infatti esso non veniva usato con fendenti, ma bensì con stoccate, questo permetteva di pugnalare l'avversario. Ecco perché i legionari si addestravano a pugnalare, e a piantare solo di pochi centimetri la lama, in modo tale da non farla incastrare nel corpo del nemico, così la potevano estrarre velocemente e affrontare un nuovo avversario. 

    Lo scutum

Altra arma inseparabile e di primaria importanza era lo scutum, sostanzialmente rimase invariato negli anni, l'unica cosa che cambiò erano i materiali con cui si costruivano. I romani iniziarono ad usare scudi, di origine greca a forma circolare, poi  si passò a quelli  gallici a forma ovale e con la riforma di Caio Mario si arrivò, allo scudo rettangolare quello che ha sempre caratterizzato l'esercito romano.  In realtà si può benissimo affermare che lo scudo di forma rettangolare era presente sin dai tempi della legione monarchica e soprattutto venivano usati da coloro che meno abbienti non potevano procurarsi la corazza di cuoio. In realtà la riforma di Caio Mario rese solo obbligatoria per i legionari l'adozione dello scudo rettangolare definendone pure le dimensioni in 50 cm di larghezza e 150 in altezza. La cavalleria continuò ad adottare quello ovale insieme agli ausiliari. Il segreto dello scudo romano risiede proprio nella sua grandezza, l'altezza minima per entrare nell'esercito romano era di 165 cm, quindi lo scutum per coprire quasi tutto il corpo era alto 150 cm. L'impugnatura era orizzontale in modo tale da portarlo come un normale bagaglio.

La sua particolare forma, direi unica, infatti lo scudo rettangolare fu adottato solo dai romani in tutta l'antichità, permetteva di camminare in formazione molto serrata e molto più chiusa rispetto all'utilizzo di scudi circolari o ovali e serviva inoltre a creare un vero e proprio muro impenetrabile. La famosa formazione a testuggine era realizzabile grazie all'utilizzo dello scutum. Immaginate una centuria disposta in quadrato, i legionari laterali dello stesso tenevano lo scutum in verticale, mentre quelli centrali portavano lo scutum sopra la propria testa. Si formava un cubo ambulante ultra protetto ed inespugnabile. Essendo molto grande, lo scutum copriva quasi intermente il legionario proteggendolo e nascondendolo meglio al nemico, oltre che a rendere più difficile da capire da che parte potesse colpire. Quando attaccavano i legionari in formazione usavano lo scudo per spingere i loro nemici indietro e lanciare stoccate mortali da dietro di esso con il loro gladius. Lo scutum non veniva realizzato con materiali rigidi, bensì  con materiali non duri ma abbastanza resistenti, affinché potesse assorbire meglio i colpi del nemico.

Il pugio

Dal II secolo d.C. il pugio compare al fianco dei legionari, era una piccola daga, in parole povere un pugnale, che inizialmente era attaccato in un cinturone diverso da quello del gladius, invece dopo fu messo sullo stesso.

 

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Gli ausiliari.

Equipaggiamento dei legionari.