Nella religione romana vaticano era lo spirito (nume) che apriva la bocca di un neonato e gli permetteva di lanciare il suo primo vagito.

 

Ver sacrum (primavera sacra) era, nella religione romana, una cerimonia espiatoria che in origine consisteva in un sacrificio effettivo. Nelle grandi calamità i popoli italici usavano offrire in voto agli dei tutto ciò che sarebbe nato nella primavera successiva, compresi i bambini. Più tardi, per non uccidere i neonati innocenti, si aspettava che crescessero fino all'età adulta. Si trovano le tracce di uno di questi sacrifici in epoca storica : durante la seconda guerra punica, nel 217 a.C. , ebbe luogo un ver sacrum rivolto a Giove, ma ormai non si dava più la morte ai bambini. Questi venivano, sì, votati sempre al dio, ma ci si accontentava di far lasciare loro la città all'età di vent'anni perché andassero a fondare nuove città.

 

Vesta era a Roma la dea ufficiale del focolare domestico. Era venerata in ogni famiglia quale custode del fuoco della casa. Il fuoco sacro dello stato romano ardeva nel tempio di Vesta, situato sulla Via Sacra proprio sotto il Foro. Veniva riavviato il 1° marzo, primo giorno dell'anno romano, ed era tenuto sempre acceso. Pur non avendo nessun legame col suo equivalente greco Estia, Vesta adempiva alle stesse funzioni. In suo onore si celebravano il 9 giugno le feste dette appunto Vestalia. Quel giorno il suo animale consacrato, l'asino, doveva cessare di lavorare e portava una ghirlanda di viole frammiste a piccole forme di pane. Il ripostiglio delle provviste del tempio di Vesta rimaneva aperto dal 7 al 15 giugno per permettere alle matrone romane di portare le loro offerte alla dea. In questo arco di tempo venivano sospesi tutti gli affari.

 

Il tempio di Vesta a Roma rappresentava simbolicamente la dimora del focolare dei re antichi. Come il rex sacrorum era un sacerdote che personificava il re, così le vestali, sacerdotesse di Vesta, rappresentavano le figlie del re. In origine erano quattro. Poi il loro numero salì a sei, ma si trattava sempre di fanciulle nate da famiglie patrizie. Il loro compito più importante era quello di mantenere acceso il fuoco che ardeva sull'altare ufficiale del tempio di Vesta. questa incombenza era assai antica e risaliva ad un'epoca anteriore alla fondazione di Roma. Le vestali facevano voto di castità assoluta. Dopo trent'anni di servizio potevano ritornare alla vita civile, libere di ogni vincolo. quelle che mancavano al loro dovere venivano sepolte vive. Una lettiga coperta le portava, con le mani ed i piedi legati, fino ad una sala sotterranea vicino alla Porta Collina. Qui dovevano scendere una lunga scala di legno che poi veniva tolta. Infine l'entrata del sotterraneo veniva murata.