Tragedia di Euripide

Elena, la bella Elena, colei che fu la causa di tanti drammi, se ne tornò tranquillamente da Menelao dopo la presa di Troia, suscitando così la collera di Ecuba.

Questa tragedia fu rappresentata per la prima volta nel 415 a.C. Quando il dramma comincia, il dio Poseidone contempla le rovine di Troia, di cui un tempo egli stesso aveva costruito le mura. Era ed Atena hanno avuto una parte di rilievo nella distruzione della città dopo un lungo assedio di dieci anni. Atena chiede a Poseidone di aiutarla ora ad uccidere i vincitori, i quali hanno disonorato il suo santuario. Il favore di cui lei ha colmato quegli ingrati non ha quindi nessun valore ai loro occhi ? Il dio del mare deve associarsi alla sua vendetta. Poseidone promette ad Atena che sulla via del ritorno gli achei incontreranno violente tempeste e che i sopravvissuti non saranno molti. Quando i due dei escono di scena, appare Ecuba, vedova di Priamo, pronta ad affrontare il peggio. Quale sorte infatti può attenderla, se non quella di una schiava, ammesso che le venga lasciata salva la vita ? La regina piange la morte dei figli e maledice Elena, causa della guerra. ma un'altra sventura incombe su di lei : che sarà delle sue figlie ? Le donne di Troia, private delle loro case, dei loro mariti e dei loro figli, temono il peggio e si stringono intorno ad Ecuba.La tragedia si divide in seguito in parecchi episodi, nel corso dei quali Ecuba e le troiane rimangono sempre in scena, mentre l'araldo greco Taltibio appare di tanto in tanto per annunciare loro la sorte che le attende. Egli accenna innanzitutto all'avvenire di Cassandra, la figlia maggiore della regina. Pur trattandosi di una sacerdotessa consacrata, Agamennone ne vuol fare la propria concubina. Quanto ad Andromaca, vedova di Ettore, sarà assegnata al figlio di Achille, Neottolemo, che si è comportato nobilmente nei combattimenti e quindi merita questa prigioniera di lusso. Ma che sarà di Polissena, la più giovane delle principesse troiane ? Alla domanda di Ecuba Taltibio, imbarazzato, risponde che Polissena dovrà andare sulla tomba di Achille. Quanto ad Ecuba, diventerà schiava di Ulisse

Atroce destino : la regina troiana, che disprezza gli achei, dovrà servire il più crudele ed il più perfido di tutti loro. Cassandra ascolta sdegnosamente l'araldo, l'avvenire non le è ignoto : Agamennone sarà colpito dal destino e le sue pretese saranno ridotte a nulla. Andromaca, che tiene in braccio il figlioletto Astianatte, svela ad Ecuba la sorte di Polissena : gli achei l'hanno immolata in sacrificio sulla tomba di Achille. Soffocando il dolore, Ecuba tenta di consolare Andromaca. Forse troverà un buon marito in Neottolemo e , chissà, forse riuscirà a farsi amare da lui, ma ecco che torna Taltibio. Balbettando, l'araldo si rivolge ad Andromaca. Il bambino che le è in braccio è figlio di Ettore, e gli achei non vogliono lasciarlo vivere. La stirpe reale di Troia deve estinguersi. Taltibio, strappando Astianatte dalla madre, le promette di riportarle il corpo perché possa seppellirlo. A questo punto entra in scena Menelao. Egli vuole vendicarsi di Elena e cerca la sua sposa infedele fra le troiane vinte. Quando i soldati la scoprono e la riportano dal marito, Elena è calma e non ha perso per niente la sua bellezza. Né Menelao, né Ecuba, di cui è comprensibile il rancore nei suoi riguardi, possono piegarla. I loro sarcasmi non la toccano :  è pronta a chiedere perdono a Menelao, ma rifiuta di presentargli le proprie scuse. 

" Non è vergogna che i Teucri e gli Achei schinieri robusti ; per una donna simile soffrano a lungo dolori : terribilmente a vederla, somiglia alle immortali ! Ma pur così, pur essendo sì bella, vada via sulle navi, non ce la lascino qui, danno per noi e pei figli anche dopo ! " (Iliade, libro III)

Polissena, la figlia più giovane di Priamo ed Ecuba, viene immolata per placare i Mani di Achille. Una vittima in più della guerra di Troia.

Menelao le ordina di salire a bordo della sua nave e promette ad Ecuba che sarà fatta giustizia, ma è facile prevedere che sarà Elena a vincere. Ritorna in scena Taltibio portando il corpicino senza vita di Astianatte sullo scudo del padre Ettore.  Gli achei hanno gettato il bambino dall'alto delle mura di Troia. Taltibio ha tenuto fede alla sua parola, se si è fermato lungo la strada, è stato per lavare le ferite di Astianatte.  Le troiane si spogliano dei loro ultimi ornamenti perché il principino venga sepolto in un sudario degno di lui, poi, con le vesti a brandelli, sotterrano il bambino e lo scudo del padre nel suolo di Troia. Per l'ultima volta si fa avanti Taltibio annunciando la fine del dramma. I funerali di Astianatte sono conclusi, e sopra le torri ed i palazzi troiani si vedono alzarsi delle fiamme rosse. Gli achei hanno dato fuoco alla città, e la luce dell'incendio getta riflessi color sangue sul volto di Ecuba e delle troiane.