Un episodio cruento dell'Iliade. Il poema di Omero è una versione leggendaria di fatti storici reali : la distruzione dell'ultima isola di resistenza all'espansione degli Achei.

L'esistenza della città di Troia fu messa in evidenza dai lavori dell'archeologo tedesco Heinrich Schliemann, che cominciò i suoi scavi nell'Asia Minore nel 1870. Nel 1872 Schliemann scoprì un tesoro, composto di oggetti e di monete d'oro, che sulle prime egli pensò fosse quello attribuito da Omero a Priamo. Ma sul sito da lui riportato alla luce si allineavano, le une sopra le altre, le vestigia di ben nove città, e il tesoro in realtà proveniva da un'epoca anteriore all'opera cantata da Omero. La città cantata nell'Iliade era, se così si può dire, al terzo livello partendo dall'alto. Schliemann stupì i teorici della sua epoca prendendo come base dei suoi lavori i classici greci, e cercò Troia né più né meno che là dove la poneva l'opera di Omero. E la trovò proprio lì, nel posto dell'odierna città di Hissarik, in Turchia. La città di Priamo si rivelò piccolissima, in quanto la sua lunghezza, si veda l'Iliade, libro XXII, non superava i 200 metri. Più che una città, intesa nel senso che oggi diamo a questa parola, era una cittadella, che si innalzava a terrazze fino al palazzo reale, il quale dominava le case. Secondo gli archeologi, essa cadde nelle mani degli invasori achei verso l'anno 1240 a.C. Nella mitologia Troia fu fondata da Dardano, figlio di Zeus, e distrutta dagli achei dopo un assedio di dieci anni. Il re di Sparta, Menelao, fu abbandonato dalla moglie Elena, la donna più bella del mondo, che fuggi col principe troiano Paride. Menelao si rivolse al fratello Agamennone, re di Argo, il quale ricordò agli altri principi achei il giuramento di aiutare all'occorrenza il marito di Elena, e si mise alla testa di un esercito che fece vela alla volta di Troia per riprendere Elena. Nell'Iliade Omero inizia il poema quando l'esercito acheo, demoralizzato dopo un interminabile assedio, assiste ad una disputa fra due dei suoi capi a proposito di una prigioniera. L'opera si chiude con la descrizione dei funerali di Ettore, il principe troiano sconfitto. Omero non narra la caduta di Troia, che per altro è stata descritta da molti autori greci.