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Padre di Pelope e di Niobe, Tantalo fu il capostipite di una razza maledetta. Era un ricchissimo re della Lidia e regnava sul monte Sipilo. Secondo certe versioni era figlio di Zeus. Per aver sottratto l'ambrosia e il nettare dal banchetto degli dei per portarli agli uomini ( secondo altri per aver preparato in pasto agli dei il proprio figlio Pelope allo scopo di mettere alla prova l'onniscienza divina) fu punito in maniera esemplare : il suo regno fu mandato in rovina e, siccome egli era diventato immortale dividendo il cibo degli dei, fu condannato ad un supplizio eterno. Ulisse lo incontra nel Tartaro (Odissea, libro XI) sottoposto ad un supplizio spaventoso : immerso fino al collo in un corso di acqua limpida, moriva di sete perché l'acqua spariva ogni volta che egli chinava la testa per bere. Moriva anche di fame perché, pur pendendogli sopra la testa alberi carichi di frutti, questi gli sfuggivano ogni volta che egli sollevava la mano per coglierli. Il supplizio di Tantalo, una leggenda tanto famosa da essere assimilata al linguaggio comune. |