
Nella sua Teogonia Esiodo ci racconta la storia e la genealogia degli dei. Questo poema di 1022 versi ripercorre gli avvenimenti che si sono svolti dal Caos fino al momento in cui Zeus divenne il re degli dei. E' una fonte di consultazione inesauribile per i mitografi. Pare che quest'opera sia stata scritta verso l'anno 700 a.C. Molte notizie ed aneddoti presenti in questo mio sito sono tratte da quest'opera di Esiodo.
Figlia di Zeus e di Mnemosine (la memoria), Tersicore è la musa della danza e del canto corale. Era raffigurata di solito con una lira.
Fratellastro del grande Aiace, che accompagnò alla guerra di Troia, Teucro era un valente arciere ed ebbe una parte di rilievo nella difesa del campo acheo (Iliade, libro VIII). Fu colpito da Ettore con una pietra che gli ruppe la clavicola, ma Teucro non tardò a tornare a battersi (libro XI). Mentre Teucro era assente dal campo acheo, Aiace fu colto da una crisi di demenza e si era appena tolto la vita quando Teucro ritornò dalla Misia. Menelao non voleva che si desse sepoltura al suo corpo, perché nell'accesso di follia Aiace aveva offeso gravemente i suoi compagni, ma Teucro eluse questa proibizione e rese al fratello gli onori funebri. Dopo la caduta di Troia, Teucro ritornò a Salamina, dove regnava suo padre, Telamone. Questi gli rimproverò amaramente di non essere rimasto vicino ad Aiace per sostenerlo quando aveva preteso le armi di Achille e rifiutò di lasciarlo approdare nella sua isola. Teucro andò allora in esilio.
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Tiberino era il dio del Tevere, che i romani tenevano in grande onore perché valutavano tutta l'importanza che quel fiume aveva per la loro città. Il suo tempio era situato su un'isola in mezzo al fiume (l'isola Tiberina). La sua festa si celebrava il 27 agosto, lo stesso giorno delle feste, dette Volturnalia, del vecchio dio fluviale Volturnus, col quale forse Tiberino si identificò.
Per gli antichi greci Tiche era la personificazione del destino e della fortuna. A mano a mano che diminuiva la fede nelle divinità di un tempo, cresceva sempre più l'importanza del destino. Tiche arrivò ad essere considerata una dea nell'epoca ellenenistica (dopo la morte di Alessandro Magno), e venne identificata con la dea Fortuna, un'antichissima divinità romana. Tiche non possiede una mitologia propria. A volte veniva raffigurata cieca, ma in realtà non era che un'astrazione, alla quale non veniva reso nessun culto.
Tideo, padre di Diomede, era uno dei Sette contro Tebe. Figlio di Oineo, re di Calidone, fu esiliato dopo aver commesso un assassinio. Tideo si recò ad Argo, e alla corte del re Adrasto incontrò Polinice, il principe di Tebe anche lui esiliato. I due vennero a lite, e lo scontro fu all'origine della celebre spedizione con la quale Polinice tentò di riprendere possesso del trono di Tebe. Essendo il padre di uno degli eroi dell'Iliade, Tideo è citato da Omero in due occasioni. Agamennone (libro IV) descrive come Tideo fosse stato scelto quale araldo dei Sette Capi. Nel libro V Atena narra le stesse cose quando incoraggia Diomede a tornare a combattere, dicendogli che il padre era un uomo di bassa statura ma di grande vigore. Atena proteggeva Tideo, ma lo lasciò morire quando durante l'assalto di Tebe lo vide divorare il cervello di Melanippo.
Re di Sparta, Tindaro sposò Leda e fu padre di due maschi, i Dioscuri Castore e Polluce, e di due femmine, Elena e Clitennestra. La leggenda vuole che Leda, sedotta da Zeus che assunse la forma di un cigno, avesse avuto da lui due figli immortali, Polluce ed Elena, mentre Castore e Clitennestra erano dei comuni mortali. Sin dalla più giovane età, Elena apparve a tutti di una bellezza incomparabile. Era poco più di una bambina quando Teseo la rapì e l'affidò a sua madre Etra. I Dioscuri però la liberarono, ed Elena fece ritorno a Sparta. Non passò molto tempo, e un centinaio di principi arrivò alla corte di Tindaro da tutta la Grecia per chiedere la mano della bella figlia del re. Spaventato dal loro numero, Tindaro richiese ai pretendenti un giuramento solenne : di sostenere il futuro marito di Elena, chiunque fosse il prescelto, e di correre in suo aiuto se ve ne fosse stato bisogno. E il re di Sparta ebbe l'occasione di ricordare a tutti questa promessa quando, dopo aver sposato Menelao, Elena fu rapita da Paride. Fu così che si formò la coalizione greca contro Troia.
Tizio era un gigante figlio di Gea che, spinto da Era, tentò di sedurre Leto quando quest'ultima andò a Delfi dopo aver messo al mondo Apollo ed Artemide, figli di Zeus. Secondo certe versioni Tizio fu fulminato da Zeus, mentre secondo altre fu ucciso da Apollo. Durante il suo viaggio agli inferi Ulisse vide Tizio legato al suolo : il gigante era tanto grande da coprire una superficie di nove acri ! Due avvoltoi gli divoravano il fegato, che rinasceva continuamente.
Figlio di Poseidone e di Anfitrite, Tritone veniva raffigurato sovente metà uomo e metà pesce. Era dotato di un corno di conchiglia col suono del quale calmava le tempeste ed annunciava l'arrivo del dio del mare. Tritone è noto soprattutto per l'aiuto che diede a Giasone ed agli argonauti indicando loro la rotta da seguire.