Sofocle è uno dei tre grandi geni tragici della Grecia antica ma, come Eschilo ed Euripide, conosciamo ben poco della sua vita e della sua feconda carriera artistica. Figlio prediletto di una famiglia ricca, Sofocle nacque a Colono, nei pressi di Atene, verso il 496 a.C. Molte testimonianze lo presentano come uomo molto dotato : musicista e danzatore, aveva un carattere amabile e una grande bellezza ed era anche un atleta brillante. Insomma riassumeva in sé l'ideale ateniese.  Interpretò personalmente le sue prime opere, ma poi rinunciò a calcare le scene ritenendo che la sua voce non fosse abbastanza potente per un attore professionista.  A vent'otto anni vinse il suo primo premio in un concorso drammatico, battendo un concorrente del calibro di Eschilo. Assolse con serietà i propri doveri di cittadino ateniese. Fu due volte stratega, tesoriere della città, ed esercitò al fianco di Pericle una grande influenza politica. Fu anche sacerdote celebrante e discepolo di Asclepio.  L'interesse di Sofocle si accentuava sulla natura umana, e la sua opera attesta non solo un senso teatrale grandioso e meraviglioso, ma anche un'osservazione paziente della condizione e delle responsabilità umane. Delle 123 opere che gli vengono attribuite, soltanto sette sono giunte sino a noi : Aiace, Antigone, le Trachinie, Edipo re, Elettra, Filottete e Edipo a Colono. Si deve a Sofocle sia l'introduzione di un terzo attore sulla scena, sia una concezione più ampia del coro, che grazie a lui partecipò più intimamente nell'azione. Sofocle visse fino all'età di novant'anni mantenendo fino all'ultimo intatta la propria energia creatrice.