Dio dell'agricoltura nella religione romana, Saturno ("il seminatore") era indubbiamente un riflesso del Crono greco, arrivato a Roma per via dell'Etruria. Il suo culto differiva da quello delle altre divinitą soprattutto dal punto di vista dei sacrifici che gli venivano offerti, i quali rievocavano le cerimonie greche. Il suo tempio, situato ai piedi del Campidoglio, custodiva il tesoro di Roma, gli annali ed i decreti del Senato. I giorni di festa consacrati a Saturno, detti Saturnalia, andavano dal 17 al 23 dicembre e comportavano una sospensione dell'attivitą pubblica. Erano giorni di allegria e di spassi a volte licenziosi, nel corso dei quali tutti si scambiavano doni, e gli schiavi, provvisoriamente affrancati, davano ordini ai loro padroni. I festeggiamenti erano diretti da un "principe del disordine" (Saturnalicius princeps). Nel IV secolo d.C. questa festa fu spostata al primo gennaio.