A Roma ogni decisione, ogni iniziativa di un certo rilievo si accompagnava a sacrifici propiziatori destinati a richiamare il favore degli dei.

Dopo la loro vittoria su Amulio, Romolo e Remo ottennero dal nonno Numitore di fondare una città proprio nel punto in cui erano stati salvati. In attesa di un segno degli dei, salirono in cima ad un colle : Romolo sul Palatino, Remo sull'Aventino. Gli immortali si dimostrarono favorevoli a Romolo : sei avvoltoi volarono sopra l'Aventino e dodici sopra il Palatino. Per prima cosa Romolo decise di definire il perimetro delle mura di cinta della nuova città, e tracciò un solco con un aratro, ma Remo, geloso, mostrò che era facile superare le mura di Roma : bastava saltarci sopra. Pensando che fosse un sacrilegio violare uno spazio appena consacrato, Romolo uccise il fratello. Romolo si diede a sviluppare la sua città e per popolarla vi aprì un asilo, sul Campidoglio, per fuorilegge ed esiliati. Non c'era però nessuna donna. Questo problema venne risolto in maniera brutale da Romolo, che pensò di invitare ad una festa con corse di cavalli il vicino popolo dei sabini. Questi arrivarono in massa, ma ad un certo momento i romani rapirono tutte le giovani sabine. Allora il re dei sabini, Tito Tazio, dichiarò guerra ai romani. Romolo si trovò ad un passo dalla sconfitta.

 Supplicò Giove di aiutarlo, e la sua preghiera fu esaudita. I sabini furono messi in rotta e le sabine evitarono un grave spargimento di sangue gettandosi fra le fila dei due eserciti implorando di fare la pace. Dopo questa battaglia sabini e romani si pacificarono ed i due popoli vissero in buona armonia. La città era posta sotto la protezione del Palladio, la statua che Enea aveva portato da Troia e che garantiva l'integrità della città. Veniva conservata nel tempio dedicato a Vesta e onorata dalle vestali. Grazie ad Enea, figlio di Afrodite, e quindi discendente di Zeus dal lato materno, e a Marte, di cui Romolo stesso era discendente, Roma poteva onorarsi di una genealogia divina.

Roma Antica