Radamante era uno dei figli di Europa e di Zeus e, se si crede ad Omero (Odissea, libro IV), il signore dei Campi Elisi, il luogo in cui gli uomini amati dagli dei dimoravano dopo la morte.

 

Re della Tracia, Reso era considerato figlio di una delle muse, Euterpe e del dio fluviale Strimone, figlio a sua volta di Ares, dio della guerra. Reso possedeva dei meravigliosi cavalli bianchi datigli da Ares, che erano più veloci di qualsiasi cavallo mortale e dei quali un oracolo aveva detto che, se avessero bevuto l'acqua dello Xanto, Troia non sarebbe stata presa. Alleato dei troiani, Reso mise quindi i suoi cavalli a loro disposizione. Ulisse e Diomede, a loro volta, spaventati dai danni provocati nel loro campo in una sola giornata da quei destrieri, decisero di rubarli. Durante la notte si introdussero nel campo troiano, uccisero Reso nel sonno e si impadronirono dei suoi cavalli.

 

Nella religione romana Robigus è il genio, o numen, della "ruggine" che attacca il grano. In una comunità agricola questa malattia causata da un fungo, era un vero flagello. Il 25 aprile, all'epoca in cui le spighe incominciano a formarsi, dei riti propiziatori, destinati a conciliarsi i favori del numen, venivano celebrati dal flamine de dio Quirino. Durante queste feste, dette Robigalia, veniva sacrificato un animale color ruggine.

 

Rumina era una dea che vegliava sulle giovani madri che allattavano i figli. Il suo altare si trovava ai piedi del Palatino, presso il Ruminale, il fico all'ombra del quale, secondo la leggenda, la lupa aveva allattato Romolo e Remo. Le libagioni in onore di Rumina erano sempre a base di latte.