Figlia di Zeus e di Demetra, Persefone era inseparabile dalla Dea Madre, pur apparendo in numerosi miti a titolo personale, soprattutto come sposa di Ade. In quanto figlia di Demetra, Persefone portava il nome di Core, che significa "la fanciulla". Essa rappresentava probabilmente il grano in erba mentre sua madre personificava il grano maturo. Le due dee simboleggiavano due aspetti della terra feconda. Persefone figurava anche nei miti religiosi dei misteri "orfici", che ebbero luogo nella Grecia antica a partire dal VI secolo a.C. Nei miti orfici Persefone ebbe un figlio da Zeus, che si era unito a lei prendendo la forma di un serpente. Zeus aveva una predilezione per questo fanciullo, Zagreo, e l'aveva predestinato a regnare su tutto l'universo. I titani vennero a sapere le intenzioni di Zeus ed ebbero dalla gelosa Era l'incarico di far scomparire il bambino. Essi lo attirarono con doni, poi lo fecero a pezzi e lo divorarono per far sparire ogni traccia del loro delitto. Atena riuscì a strappare loro il cuore del fanciullo e lo portò a Zeus, il quale lo inghiottì ed in seguito immortalò Zagreo, facendolo rivivere sotto la forma di Dioniso. Per punizione, i titani vennero fulminati e dalle loro ceneri nacque la razza degli uomini. La religione romana identificò Persefone con Proserpina.

Demetra, Triottolemo e Persefone, da un rilievo attico risalente al 440 a.C. Persefone introduce il giovinetto Triottolemo presso Demetra, la quale gli consegna le spighe del grano perché vada nel mondo a diffondere la cerealizzazione e la civiltà.