Secondo Esiodo, Oceano era figlio di Urano e di Gea e fratello e sposo di Teti. Secondo Omero, Oceano era il fiume che circondava il mondo, la sorgente di tutte le acque, compresi i fiumi dell'Ade. Nella mitologia questo titano, il più antico dei titani, fa soltanto qualche breve apparizione.

 

Re di Calidone nell'Etolia, Oineo fu, secondo la leggenda, colui che piantò la prima vigna in Grecia. Sposò in prime nozze Altea, sorella di Leda, che gli diede molti figli, di cui i più noti sono Deianira e Meleagro. Durante la festa del raccolto era uso devolvere agli dei le primizie dei campi. Una volta invece Oineo dimenticò di offrire un sacrificio ad Artemide. Offesa, la dea mandò un cinghiale mostruoso che devastò il regno di Calidone. Oineo dovette chiamare in aiuto gli eroi più valorosi di tutta la Grecia, ai quali si unì Atalanta, la cacciatrice. Tutti si lanciarono all'inseguimento del cinghiale, ma tre cacciatori morirono prima che il mostro venisse raggiunto da una freccia scoccata da Atalanta. In seguito Oineo si sposò con Peribea, che gli diede per figlio Tideo, uno dei Sette contro Tebe.

 

Il monte Olimpo è alto 2885 metri. Si erge fra la Macedonia e la Tessaglia e domina la valle di Tempe. Gli antichi greci ritenevano che fosse la dimora degli dei.

 

Si tratta di un poema di Esiodo sulla vita quotidiana degli uomini che si guadagnano la vita lavorando la terra : che cosa possono attendersi da questo lavoro ? Scritto in uno stile fantasioso e pittoresco, è per noi una miniera di informazioni sulla vita rurale dei tempi di Esiodo. E' la più antica opera del genere della letteratura greca che sia giunta sino a noi. I primi versi contengono alcuni miti e in particolare la leggenda di Pandora e il racconto delle cinque età dell'umanità.

 

Nome di tre fratelli che sotto il regno di Tullio Ostilio, nel VII secolo a.C. , combatterono contro tre cittadini di Alba Longa, detti Curiazi, per decidere le sorti di una guerra tra i romani e gli albani. Due degli Orazi furono uccisi. Il terzo finse allora di fuggire e i Curiazi lo inseguirono, ma essendo tutti diversamente feriti, non correvano allo stesso passo, quindi Orazio si voltò e affrontandoli uno per volta li uccise tutti e tre, risultando così vincitore. Camilla, sorella dell'Orazio superstite e promessa sposa di uno dei Curiazi uccisi, rimproverò questo delitto al fratello con tanta violenza che questi uccise anche lei. Per purificarsi dell'uccisione egli dovette offrire un sacrificio a Giunone "Sororia", divinità tutelare di sua sorella.

 

Figlie di Zeus e di Temi (la giustizia), le Ore erano sorelle delle Moire. In origine queste divinità erano il simbolo delle stagioni e venivano raffigurate come fanciulle inghirlandate d'oro e con un fiore in mano. In quanto figlie di Temi, personificavano anche la disciplina, la pace e la giustizia. Nell'Olimpo avevano un ruolo subalterno, fungendo ora da custodi delle porte del cielo, ora da ancelle delle dee. 

 

Figlio di Agamennone e di Clitennestra, Oreste era fratello di Ifigenia e di Elettra e, secondo Sofocle, di Crisotemide. In lui si riconosce soprattutto il vendicatore del padre, l'uccisore della madre e di Egisto, cui tagliò la gola appena raggiunse l'età virile. Il suo destino ha interessato i poeti tragici. Euripide l'ha rievocato in Ifigenia in Tauride, e nell'Oreste descrive il giudizio che lo assolse dai suoi delitti. Eschilo tratterà lo stesso tema nella terza tragedia della sua Orestea. Nell'Odissea Omero presenta Oreste in una luce favorevole : la sua vendetta è giustificata, mentre sua madre, assassina di Agamennone, è inevitabilmente odiosa. Le tradizioni più antiche si basavano sul principio dell'uccisione commessa per compensare un primo assassinio.

 

Nella mitologia Orione era generalmente un gigante e un cacciatore. Omero conosceva già la costellazione che porta il suo nome. Pur non avendo apparentemente nessun rapporto fra le due cose, le molte leggende nelle quali egli appare fanno pensare che il mito originale si sia perduto, perché è impossibile legare l'una all'altra le varie versioni. Orione era figlio di Poseidone e di Euriale, una delle Gorgoni. Il padre gli aveva dato il potere di camminare sulle acque del mare. Orione si innamorò di Merope, figlia di Enopione, re di Chio. Questi però si oppose al matrimonio, fece ubriacare Orione, lo accecò e lo abbandonò sulla riva del mare. Portando sulle spalle un bambino che aveva accettato di guidarlo, Orione si mise in cammino verso oriente per scoprire dove sorge il sole, i cui raggi gli resero la vista. Tornato a Chio per vendicarsi, il gigante si accorse che Enopione era scomparso. Questi si era rifugiato in una dimora sotterranea che Efesto aveva costruito per lui. Il mito sembra fermarsi qui.

 

Oto ed Efialte, noti anche col nome di Aloadi, erano figli di Poseidone e di Ifimedea, figlia di Triope. Già all'età  di nove anni avevano la statura di un gigante, e si attirarono l'ira degli dei sovrapponendo il monte Ossa all'Olimpo e il monte Pelio all'Ossa per salire sino al cielo, ma furono uccisi da Apollo. Omero riporta questa leggenda nell'Odissea (libro XI) e nell' Iliade (libro V) e dice come Ares fosse trattato indegnamente dai due giganti, che lo incatenarono e lo tennero per tredici mesi in un vaso di bronzo, finché Ermes lo scoprì e lo liberò.

 

Poeta latino, autore delle Metamorfosi, Ovidio nacque nell'anno 43 a.C. da una famiglia di benestanti appartenente all'ordine equestre. Fece molti viaggi e si sposò tre volte. Godeva di una fama grandissima negli ambienti letterari di Roma ed era benvoluto dall'imperatore Augusto. Aveva 51 anni quando, per una colpa non precisata, perse il favore di Augusto. C'entrava forse la sua Arte d'amare ? O c'era di mezzo la figlia dell'imperatore, Giulia ? Ovidio dovette andare in esilio a Tomi (l'odierna Costanza), sulle rive del Mar Nero, dove morì dieci anni dopo, nel 17 d.C. Ovidio, poeta amabile e narratore vivace, scriveva per divertire i contemporanei. Ma la sua opera sopravvisse integralmente ed ebbe un influsso determinante prima che al mondo occidentale fosse accessibile la letteratura greca.