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Nella mitologia greca Minosse è il grande sovrano cretese figlio di Zeus ed Europa. Dal punto di vista storico per contro è impossibile dargli una collocazione precisa : forse il tributo che gli versava Atene era il ricordo di un conflitto fra la Grecia e il regno insulare di Creta. Minosse passa generalmente per un re saggio e giusto. Del resto alla sua morte divenne uno dei tre giudici degli inferi, ma nei miti propriamente attici (della regione di Atene) il suo personaggio è macchiato di crudeltà. Alla morte di Asterione, re di Creta e suocero di Minosse, si pose il problema della successione. Minosse rivendicò il trono soltanto per sé. Per dimostrare il suo buon diritto innalzò in riva al mare un altare a Poseidone e pregò il dio di mandargli un toro per sacrificarglielo. Poseidone esaudì il suo desiderio, ma il toro marino era così bello che Minosse non se la sentì di immolarlo e lo nascose in mezzo ai suoi armenti. Grande fu l'ira di Poseidone, il quale si vendicò crudelmente facendo innamorare di questo toro la sposa di Minosse, Pasifae. Da questa fatale passione nacque un figlio, il Minotauro, un essere mezzo uomo e mezzo toro. Minosse chiese a Dedalo, il geniale architetto, di costruire un labirinto in cui far vivere questo mostro al riparo da ogni sguardo.
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Durante il suo regno, Minosse impose la propria autorità alle nazioni vicine, fece parecchie guerre e combatté fra l'altro contro Megara, il cui re Niso aveva un capello d'oro dal quale dipendevano la sua vita e la sua potenza. Quando l'esercito di Minosse si avvicinò a Megara, Scilla, figlia di Niso, che dall'alto della fortezza seguiva con lo sguardo la marcia di avvicinamento dell'assalitore, si innamorò del re di Creta. Quella notte si introdusse nella camera del padre e gli tagliò il capello d'oro che gli brillava sulla fronte. Poi gli prese le chiavi della città e le portò a Minosse nella sua tenda chiedendogli, come premio del suo tradimento, di sposarla. Minosse prese sì la città di Megara, ma non si mostrò affatto disposto a portare con sé a Creta una parricida. Al momento di partire, lasciò quindi a terra la fanciulla. Folle di dolore, Scilla si gettò in mare ed annegò. Minosse mosse guerra anche ad Atene, dove suo figlio Androgeo era stato ucciso per istigazione del re Egeo. Per punirli di questo delitto, Minosse impose agli ateniesi un tributo annuo di sette fanciulli e sette fanciulle, che venivano dati in pasto al Minotauro. La cosa finì solo quando Teseo, figlio di Egeo, ebbe il coraggio di unirsi a quei fanciulli e riuscì ad uccidere il Minotauro.