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Ippolito era figlio di Teseo e di Ippolita, la regina delle amazzoni. La versione più nota della sua leggenda è quella di Euripide, che si conclude con la morte dell'eroe. Secondo versioni di epoca più tarda Ippolito fu riportato in vita da Asclepio per ordine di Artemide.
Tragedia
di Euripide
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Questa tragedia fu rappresentata per la prima volta nel 429 a.C. e segue molto da vicino il mito di Ippolito e della passione che egli ispirò a Fedra. Siamo nel palazzo di Trezene, dove Teseo, re di Atene, si è rinchiuso per un anno in volontario esilio per espiare un delitto. Sono con lui la moglie, Fedra, e il figlio Ippolito, avuto da Ippolita, la regina delle amazzoni. In primo piano si vedono due statue : quella di Artemide a destra e quella di Afrodite a sinistra. La dea sta di persona davanti al palazzo. E' sera, Afrodite rimprovera ad Ippolito di pensare solo alla caccia e di sdegnare l'amore. Tutta la sua devozione va ad Artemide, la cacciatrice, e ciò è naturale, ma che il giovane principe trascuri i piaceri che solo Afrodite può accordare è un'offesa imperdonabile, che egli dovrà espiare. Ippolito ignora la passione fatale che la seconda sposa di suo padre prova per lui : da lì verrà il suo castigo. Poi, ricordando che Teseo ha ricevuto dal padre, Poseidone, la promessa di vedere esauditi tre desideri non appena li avesse espressi, la dea dell'amore esce di scena. Ippolito ed i suoi compagni ritornano alla caccia. passando senza fermarsi davanti all'altare di Afrodite, si dirigono verso la statua di Artemide, alla quale porgono offerte cantando le sue lodi. Un vecchio cacciatore si unisce al loro gruppo e chiede ad Ippolito perché non renda mai omaggio anche all'altra dea. La mia vita è pura, risponde il giovane, e non mi curo delle grazie di Afrodite. Costernato, il vecchio cacciatore implora gli dei di perdonare la giovinezza e l'irriverenza di Ippolito. Il coro, formato dalle donne di Trezene, si raduna davanti al palazzo e rievoca la sorte della regina, prostrata da tre giorni, pervasa dalla malinconia. Che le sia infedele Teseo, assente da Trezene ? Che abbia ricevuto cattive notizie dal suo paese natale, Creta ? In quel momento entra in scena la regina, sostenuta dalla sua nutrice, e si lascia cadere su un divanetto che le sue ancelle hanno preparato davanti al palazzo. Fedra pronuncia parole incomprensibili, chiede alla nutrice di mettere un velo davanti al viso per nascondere la sua vergogna e invoca la morte. La nutrice, decisa a sapere la verità, rivolge molte domande alla regina. |
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E' infelice confessa di amare Ippolito. Riconoscendo che si tratta di un amore senza speranza, Fedra preferisce morire. La nutrice e le donne di Trezene tentano di consolarla affermando che l'amore è fugace ed il giusto vivere ritornerà. La nutrice prende una decisione disperata, con un pretesto si reca al palazzo. La donna è andata a rivelare ad Ippolito la passione di Fedra. Il giovane risponde con ingiurie, e la regina rimane inorridita accorgendosi che il suo segreto non è più tale. Ippolito esce dal palazzo fuori di sé imprecando contro la nutrice, quella vecchia mezzana. Egli odia tutte le donne, e solo il giuramento che ha fatto di tacere gli impedisce di rivelare tutto a Teseo. Lascerà il palazzo e vi ritornerà solo in compagnia del padre. In sua assenza, la nutrice e Fedra non possono fare altro che fidarsi della sua parola. Il loro avvenire dipenderà dalla loro condotta. Nonostante le suppliche della nutrice, Ippolito esce furioso. Fedra ordina alla nutrice di andarsene e supplica le donne di Trezene di mantenere il suo segreto, dopo di che rientra nel palazzo. Mentre il coro si rattrista per la crudeltà di Afrodite nei confronti della regina, un grido prolungato risuona nel palazzo. Alla fine le donne vengono a sapere che al proprio tormento la regina ha trovato un solo rimedio, quello di uccidersi. La notizia si era appena diffusa, quando arriva Teseo, che ha udito le grida. |
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Che cosa è successo ? Le donne di Trezene lo guardano inorridite. Il re ripete la domanda : il coro gli rivela la verità mentre le porte si aprono : le ancelle della regina portano il corpo di Fedra nel cortile del palazzo. In preda al dolore, Teseo piange. Vedendo una lettera in mano alla regina, il re la prende, la legge e lancia un grido d'angoscia. Poi ne svela il contenuto alle donne del coro : Fedra è stata disonorata da suo figlio Ippolito. Le donne di Trezene supplicano Teseo di riflettere, di non credere ciecamente alle parole di quella lettera. Senza ascoltarle, Teseo maledice il figlio. Venuto a sapere che è accaduta una disgrazia, Ippolito ha raggiunto in fretta il padre. Teseo riceve il figlio senza dire una parola. Ippolito vede radunarsi la folla intorno a lui mormorando. Le donne del coro rimangono mute. Tutt'a un tratto il giovane scorge il corpo senza vita della regina e di nuovo interroga il padre. Teseo continua a non dire nulla nonostante le sue suppliche. Poi, parlando fra sé, dice che nonostante tutta la loro scienza gli uomini non sono mai riusciti a fare di un cuore perfido un cuore onorevole. Stupito per essere considerato dal padre alla stregua di un nemico, Ippolito raddoppia le domande. Mentre il rumoreggiare della folla aumenta, Teseo denuncia il figlio. Avendo giurato alla nutrice di tacere, Ippolito non può ristabilire la verità, ma giura solennemente di non aver mai desiderato, in tutta la sua vita, una sola delle cose del padre. Il suo regno ? Ippolito non cerca tali responsabilità. La sua gloria ? Quella che egli cerca è più modesta. La sua sposa ? Davanti al popolo radunato, Ippolito giura di essere casto. Ma Teseo non si lascia commuovere. Ordina che il figlio venga bandito e lasci subito la terra di suo padre. Dopo una preghiera angosciata ad Artemide, Ippolito lascia la scena. Il coro si lamenta e si stupisce di fronte alle conseguenze dei capricci del destino. |
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Serbando il segreto, così come avevano promesso a Fedra, le donne di Trezene non possono credere alla realtà di quel che è successo. La loro meditazione viene interrotta dall'arrivo di un messaggero, un compagno di Ippolito, che esige di vedere il re senza indugio. Il re esce. Il messaggero gli dice che Ippolito sta morendo. E' forse la vendetta di un altro marito tradito ? chiede freddamente Teseo. Sconvolto, il giovane accusa Teseo di aver ucciso suo figlio, servendosi dell'arma datagli da Poseidone. Infatti, desideroso di lasciare più in fretta possibile il regno del padre, Ippolito è salito sul suo carro dopo aver implorato Zeus di dire a Teseo come avesse mal giudicato il figlio, e ciò dopo la sua morte, se non era possibile farlo finché egli era in vita. Mentre il principe ed i suoi compagni galoppano sul litorale, la terra si è messa a tremare. I cavalli si sono fermati. Un'onda mostruosa ha rovesciato il carro di testa. Poi un immenso toro marino è uscito dai flutti. I cavalli si sono imbizzarriti e Ippolito, prigioniero delle redini aggrovigliate, è stato sbattuto contro le rocce. Ora gli amici stanno portando a Trezene il giovane morente. Il messaggero se la prende furiosamente col re e gli dichiara sprezzantemente che non crederà mai alla colpevolezza di Ippolito. Teseo è incapace di rispondere alla sfida del giovane e accetta di lasciar tornare Ippolito a palazzo. Mentre le donne del coro riflettono sulla terribile potenza di Afrodite e sui drammi che la dea può provocare, il cielo si infiamma e una voce si leva in mezzo a una luce splendente. Artemide appare e si rivolge a Teseo. Spietata, la dea rivela al re la verità : la vendetta di Afrodite, il discorso della nutrice ad Ippolito ed i suoi dinieghi furenti, la lettera menzognera, arma mortale, scritta da Fedra. Come si è lasciato beffare facilmente Teseo ! Come si è affrettato a servirsi dell'arma datagli da Poseidone ! Così l'unico nemico di Teseo era il figlio ! Perché non ucciderlo lui stesso ! Afrodite non ha avuto nessuna difficoltà a manovrare un siffatto re ! Quando Ippolito, ferito a morte, viene portato sulla scena, Teseo è accasciato dal dolore. Il principe invece è sereno. Egli perdona Teseo e muore fra le sue braccia. |
Afrodite Urania, qui trasportata in aria da un'oca, era la rappresentazione dell'amore ideale. |