Poema di Omero

Libro I

Libro II

Libro III

Libro IV

Libro V

Libro VI

Libro VII

Libro VIII

Libro IX

Libro X

Libro XI

Libro XII

Libro XIII

Libro XIV

Libro XV

Libro XVI

Libro XVII

Libro XVIII

Libro XIX

Libro XX

Libro XXI

Libro XXII

Libro XXIII

Libro XXIV

 

Libro XV

Zeus si sveglia e vede ciò che è accaduto mentre dormiva. Si rivolge a Era e le chiede furente se sia stato tutto opera sua. La dea risponde soavemente di essere innocente : è stato Poseidone ad intromettersi. Zeus le ripete i suoi ordini e le impedisce di immischiarsi nello svolgimento della battaglia. Poi le annuncia che farà decidere Achille a combattere, perché lo ha promesso a Teti. Zeus manda Iris da Poseidone con un messaggio che gli ingiunge di di allontanarsi dal campo di battaglia. Il dio del mare obbedisce di malavoglia. Poi Iris va da Apollo, che Zeus desiderava avvertire delle sventure di Ettore. Apollo si affretta a rianimare il principe troiano, gettando nella costernazione gli achei che lo credevano morto. Sorretti da Apollo, i troiani si lanciano dietro Ettore, che va furiosamente alla carica in direzione delle fortificazioni achee. Teucro tenta di lanciargli una freccia, ma la corda del suo arco si spezza. Questo cattivo presagio finisce per scoraggiare gli achei, che battono in ritirata sulle loro imbarcazioni. Il grande Aiace, in piedi sulla prua della sua nave, tenta di ravvivare il coraggio dei suoi.

 

Libro XVI

Patroclo chiede ad Achille di prestargli la sua armatura e di lasciargli guidare i mirmidoni al combattimento. Achille accetta, a patto che l'amico si limiti a cacciare i troiani dalle navi achee, poiché Ettore è già riuscito a incendiarne una. In effetti la comparsa di un eroe che sembra Achille è sufficiente a capovolgere la situazione. Gli achei cacciano i troiani dalle loro navi, e Patroclo dimenticando la promessa fatta ad Achille, insegue il nemico fino al campo di battaglia con l'aiuto dei mirmidoni. Sarpedonte è ferito a morte. Glauco ne prova grande dolore e una lotta cruenta si accende intorno al principe steso a terra. Gli achei spogliano l'eroe morente della sua armatura, ma Apollo si impadronisce del suo corpo e lo porta con sé, lontano dal sangue e dalla putredine del campo di battaglia. 

Poi lo affida alle cure del Sonno e della Morte (Ipno e Tanato), perché lo riportino nel suo regno della Licia. Sentendo prossima la vittoria, Patroclo si apre arditamente un varco fino alle mura di Troia, e alla testa dei mirmidoni si lancia all'assalto dei bastioni. Ma non prosegue questo suo tentativo perché Apollo gli annuncia che non riuscirà mai a prendere la città. Né Achille né Patroclo la conquisteranno, perché il destino ha deciso altrimenti. Patroclo si ritira e ritorna nella piana dove si svolgono i combattimenti. Ma la sua gloria è di breve durata. Apollo va sul campo di battaglia e gli assesta un colpo violento sul dorso col il rovescio della mano. L'elmo di Achille rotola nella polvere e Patroclo cade tramortito a terra. Egli tenta di di riavvicinarsi ai mirmidoni, ma Ettore lo vede e lo uccide, poi cerca di impadronirsi della biga di Achille tirata dai suoi stupendi cavalli, ma l'auriga gli sfugge.

 

Libro XVII

Menelao ha visto cadere Patroclo e va a montare la guardia al suo corpo per impedire ai troiani di impossessarsene. Apollo richiama Ettore, che si stava allontanando, e il principe troiano ritorna a passo di carica. Menelao è costretto ad abbandonare il cadavere di Patroclo. Ettore gli strappa l'armatura di Achille, ma quando tenta di portare via il corpo del guerriero morto, il grande Aiace gli sbarra la strada. Allora Ettore si accontenta di indossare l'armatura di Achille. Sembra che essa lo renda invincibile. Ma Zeus l'osserva : sa che il suo piano è riuscito e che la sua promessa a Teti sarà mantenuta : Achille non tarderà a tornare a combattere. Nel frattempo Menelao, Aiace e i loro soldati lottano disperatamente per impedire ai troiani di impadronirsi del corpo di Patroclo, e mandano un messaggero ad Achille a portargli la notizia della morte dell'amico.

 

 Libro XVIII

 

Il dolore di Achille è tanto violento da impensierire i suoi amici. Il figlio del vecchio Nestore, Antiloco, che gli ha annunciato la morte di Patroclo, gli afferra le mani per paura che attenti alla propria vita. I lamenti di Achille fanno accorrere Teti. Achille dichiara alla madre di desiderare solo una cosa al mondo : uccidere Ettore. Poco gli importa di vivere o di morire. Teti sa che Achille non sopravvivrà a lungo ad Ettore. Ma per il momento si tratta di procurargli delle armi, e Teti promette al figlio di portargli l'indomani delle armi lavorate da Efesto, l'armaiolo divino. Nella piana intanto gli achei battono di nuovo in ritirata, inseguiti da Ettore e dai suoi troiani. Aiace di Locride e Aiace il grande si alternano senza posa alla guardia del corpo di Patroclo. Era manda un messaggio ad Achille. Se non può combattere, bisogna almeno che si mostri sulle fortificazioni achee, poiché i suoi amici stanno lottando ormai senza scampo. Achille vi si reca in tutta fretta, e Atena lo copre con un manto splendente. L'eroe appare come un dio. La sua presenza spaventa i troiani. Per tre volte Achille lancia il suo grido di guerra, e per tre volte Atena gli fa eco. Gli achei approfittano della confusione per respingere i troiani al di la delle mura di difesa. Il corpo di Patroclo è infine al sicuro dietro le linee achee. Era ordina ad Elio, il sole , di tramontare, perché sopraggiunga rapidamente l'oscurità. In campo troiano, nonostante l'opposizione di Polidamante, Ettore decide di rifugiarsi entro le mura della città, perché Achille prende parte di nuovo ai combattimenti. Durante la notte i troiani si prepareranno, e al levar del giorno riprenderanno la lotta. Sull'Olimpo Efesto consegna a Teti le nuove armi per Achille.

 

Libro XIX

Teti trova Achille che tiene il corpo di Patroclo fra le braccia. L'eroe ringrazia la madre per la nuova armatura. Teti gli promette che il corpo di Patroclo non si corromperà. Achille riprenda il combattimento e faccia il suo dovere. Al suo ritorno potrà rendere a Patroclo i dovuti onori funebri. Achille ed Agamennone si sono riconciliati. Ulisse chiede ai capi achei di far mangiare i soldati prima della battaglia. Ma Achille non ha dimenticato che una volta era Patroclo a preparare il loro cibo, e rifiuta di mangiare. Zeus l'osserva e va ad avvertire Atena che il suo eroe prediletto digiuna prima di battersi. E' saggio un comportamento del genere ? Atena si reca presso Achille e gli infonde la propria forza divina. Sulla sua biga, Achille parla dolcemente ai suoi cavalli. Lo riporteranno indietro dal campo di battaglia, o l'abbandoneranno lì, morto , come Patroclo ? Uno dei due destrieri, al quale Era presta la sua voce, gli risponde : è Apollo che ha ucciso Patroclo, anche se il fatto viene attribuito ad Ettore. Anche Achille morirà per ordine di un dio. Achille risponde. Sa che la sua vita sta volgendo al termine, ma prima deve dare battaglia e uccidere il principe di Troia.

 

Libro XX

Zeus ordina agli dei di radunarsi sull'Olimpo. D'ora in poi lui si accontenterà di osservare il combattimento, poiché Achille vi prende parte, ma le altre divinità hanno campo libero. Senza perdere un istante, Era, Atena, Ermes, Poseidone ed Efesto vanno ad aiutare gli achei, mentre Ares, Artemide, Apollo, Afrodite, Leto e il dio del fiume Scamandro si schierano dalla parte dei troiani. Apollo si avvicina ad Enea, il principe troiano, che si è già battuto con Achille, e che esita ad affrontarlo ancora una volta, sapendo che Atena lo protegge. Apollo ricorda ad Enea che egli è figlio di Afrodite, e gli da il coraggio di lanciare una sfida ad Achille.  Questi, coperti dall'armatura forgiata da Efesto, non viene ferito dal colpo mortale infertogli da Enea, non solo, ma sarebbe lui a uccidere il troiano se non intervenisse Poseidone. Il dio del mare strappa Enea al suo avversario e lo porta fuori dal campo di battaglia: gli dei hanno in serbo una nuova vita per Enea. Apollo si intrattiene anche con Ettore e gli raccomanda di non cercare di attaccare Achille. Questi è più forte di lui e certo lo ucciderebbe. Ettore, abbattuto, tiene conto per altro dell'avvertimento fino al momento in cui vede Achille uccidergli il fratello Polidoro. Allora si precipita nella piana per sfidare l'uomo che ha sfidato se stesso per ucciderlo. Achille se ne compiace, e Atena rimane al suo fianco. Ettore gli lancia il suo giavellotto con precisione mortale, ma la dea lo fa deviare. Achille si getta contro Ettore, ma Apollo afferra il principe troiano e lascia al suo posto una nube opaca. Achille urla di rabbia vedendo che Apollo ha soccorso il suo nemico, ma passa sotto silenzio l'aiuto che ha ricevuto lui da Atena. Privato della vittima prescelta, Achille colpisce a morte i troiani che lo circondano. L'armatura di Efesto lo protegge.

 

La morte di Patroclo spingerà Achille a riprendere le armi per vendicare l'amico.

Iliade , libro IX.

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Iliade , libro XXI.