in Tauride

(Tragedia di Euripide) 

Questa tragedia è anteriore a Ifigenia in Aulide, ma Euripide vi tratta l'ultima parte della leggenda di Ifigenia. Siamo nella Tauride ( l'odierna Crimea), davanti a un tempio barbaro. Si vede un altare insanguinato. La guerra di Troia è finita da molto tempo. Ifigenia, la sacerdotessa, esce dal tempio, che è consacrato ad Artemide. In questa terra c'è l'usanza di sacrificare tutti i greci che mettono piede sulle sue sponde e di servirsi di tutte le donne come schiave o come serve del tempio. Ifigenia, sacerdotessa di Artemide, deve preparare le vittime al sacrificio. Entra in scena Oreste. L'Oracolo di Delfi gli ha detto che, per purificarsi dall'uccisione della madre e liberarsi dalle Erinni che lo tormentano, dovrà riportare ad Atene la statua di Artemide che orna il tempio della Tauride. L'accompagna il fedele amico Pilade. I due osservano il tempio e si ritirano per studiare il modo di entrarvi. Un pastore ha visto in mare una nave greca, e i due giovani che si accostavano alla riva sono stati individuati. Il pastore chiama Ifigenia e le annuncia che presto avrà due sacrifici da offrire, perché quei due greci sono stati catturati. I soldati della Tauride li conducono al tempio in quel momento. D'ora in poi lo svolgimento della tragedia dipenderà dal modo in cui, a poco a poco, Oreste riconoscerà la sorella. Ifigenia ha l'abitudine di interrogare tutti i greci che le vengono portati al tempio, con la speranza che una delle vittime possa venire da Argo. Questa insistenza turba Oreste e Pilade, e farà si che fratello e sorella si riconoscano. Ma bisogna fuggire dalla Tauride, e Oreste non può partire senza la statua della dea. Ifigenia studia allora un piano. Dichiara al re della Tauride, Toante, che i due giovani, terrorizzati dall'idea del sacrificio, si sono gettati ai piedi della statua di Artemide e vi si sono aggrappati disperatamente. La statua quindi è stata insozzata, e a lei, in quanto sacerdotessa della dea, tocca purificarla. Inoltre, interrogati i prigionieri per ordine di Artemide, ha saputo che entrambi hanno commesso un delitto di sangue. Anche loro devono subire i riti di purificazione, altrimenti la Tauride sarà vittima dell'ira della dea.

 Il re acconsente, e Ifigenia sotto la guardia di un piccolo drappello, si allontana verso la riva con la statua di Artemide, seguita da Oreste e da Pilade. Poi ordina alle guardie di volgere il capo durante la celebrazione dei misteri della purificazione e ne approfitta per rifugiarsi sulla nave di Oreste coi due giovani, che senza porre tempo in mezzo salpano. Toante, adirato, è pronto a inseguirli con il suo esercito e con la sua flotta, ma appare Atena, che gli rivela la volontà degli dei : Oreste deporrà la statua sacra ad Ale, nell'Attica, dove sarà eretto un tempio, ed Ifigenia diventerà sacerdotessa di Artemide Taurica. Così gli infelici figli di Agamennone ritroveranno finalmente la pace.