in Aulide

(Tragedia di Euripide)

Senza sospettare l'orribile tragedia che le attende, Ifigenia e Clitennestra arrivano in Aulide.

Questa tragedia, scritta dopo le Baccanti, fu rappresentata per la prima volta nell'anno 406 a.C. Siamo in Aulide, davanti alla tenda di Agamennone. La flotta che deve far vela per Troia è immobilizzata nel porto in attesa di un vento favorevole. Agamennone racconta ad un suo vecchio schiavo gli avvenimenti che hanno portato alla guerra di Troia e alla sua nomina a capo della spedizione. Egli si augura che al suo posto venga scelto un altro comandante, perché non si alzerà mai un vento favorevole se lui non sacrificherà la propria figlia Ifigenia alla dea Artemide. L'indovino Calcante ha consultato l'oracolo e ne ha rivelato la risposta. Menelao e gli altri capi insistono perché si compia quell'atto odioso. Cedendo alle loro insistenze, Agamennone ha fatto venire la figlia ad Aulide col pretesto di darla in sposa ad Achille. Soltanto Calcante, Ulisse e Menelao sono al corrente dello stratagemma. Ma Agamennone dichiara di aver cambiato parere : ha avvertito la regina Clitennestra di non far partire Ifigenia. Lo schiavo deve portare il messaggio senza indugio, e far tornare indietro la regina nel caso in cui sia già partita. Ma Menelao sorveglia la strada per Argo. Vede il messaggero di Agamennone e intercetta il messaggio. Una violenta discussione si accende fra Menelao e Agamennone. Questi si rifiuta di revocare i suoi ordini. Menelao gli fa cupamente notare di avere altri amici più coraggiosi ai quali potrà ricorrere. Infine ricorda al fratello che quella guerra è scoppiata proprio a causa dell'oltraggio che è stato fatto a lui, Menelao. I due re vengono interrotti da un messaggero che annuncia l'arrivo di Clitennestra accompagnata da Ifigenia e dal suo giovane fratello Oreste. La disperazione di Agamennone commuove Menelao, il quale ammette che il fratello aveva fatto bene ad avvertire Clitennestra. Agamennone risponde che è troppo tardi : la sua famiglia è arrivata, e se lui rifiuta di dare la figlia in sacrificio ad Artemide, Calcante rivelerà a tutto l'esercito le parole dell'oracolo. Menelao allora propone di uccidere Calcante per impedirglielo, ma Agamennone ribatte che Ulisse è al corrente dello stratagemma usato per far venire Ifigenia in Aulide. Agamennone non riesce a decidersi a confessare la verità a Clitennestra.

La lascia parlare del progettato matrimonio e le suggerisce di ritornare ad Argo per occuparsi degli altri figli, lasciando Ifigenia con lui. Clitennestra rifiuta, vuole essere presente alle nozze di sua figlia con Achille. Incontrato per caso Achille, Clitennestra si accorge che egli non sa nulla dei progetti matrimoniali annunciati da Agamennone. Infine, con la speranza di salvare Ifigenia, lo schiavo di Agamennone rivela loro la verità. Achille va su tutte le furie, sia all'idea di veder sacrificare la fanciulla, sia al pensiero che qualcuno si sia servito di lui come pretesto per farla arrivare ad Aulide. Ritenendo che Achille sia la sua ultima speranza, Clitennestra accetta di piegarsi alla sua decisione. Quando ritorna in scena, Agamennone incontra la moglie e la figlia e le affronta in un dialogo magistralmente orchestrato, in cui appaiono già in germe i motivi del suo futuro assassinio.  Clitennestra e Ifigenia adesso conoscono la verità. Messo alle corde, Agamennone rivela l'indecisione del suo carattere. Egli dichiara alle due donne che l'esercito gli sfuggirà di mano se i soldati scoprono che lui ha cambiato parere.  Sarebbero capaci di ucciderlo con tutta la sua famiglia e di distruggergli il regno. Ciò detto, lascia la moglie e la figlia per raggiungere i suoi uomini. Ritorna Achille. Tutto l'esercito, compresi i suoi mirmidoni, si leva contro di lui. Vedendo avvicinarsi una folla di soldati guidati da Ulisse, l'eroe indossa rapidamente l'armatura. Ifigenia allora prende la sua decisione e dice ad Achille di accettare il proprio sacrificio, avendo valutato gli interessi in gioco.

<<Con il coltello in mano, il sacrificatore pronunciò le invocazioni rituali. Egli guardava il collo per scegliere il punto in cui colpire. Preso da un brivido glaciale, chinai il capo...... tutti udirono il colpo, ma la fanciulla era scomparsa : al suolo palpitava una cerva.>>

Quella guerra è una guerra giusta, e lei non vuole mettere a repentaglio tante vite umane. Achille le risponde che l'aspetterà ai piedi dell'altare. Se le verrà meno il coraggio, gli faccia un cenno, e lui la salverà. Più tardi un messaggero viene a trovare Clitennestra e la mette al corrente di quanto è accaduto all'altare del sacrificio.   Ifigenia stava vicino a Calcante davanti all'esercito radunato. Tutti tenevano abbassato lo sguardo : tutto era pronto per il sacrificio. Poi fu il silenzio. Quando alla fine osarono guardare l'altare, Calcante e i guerrieri non credettero ai loro occhi. Ifigenia era scomparsa. davanti a loro agonizzava una cerva : la dea Artemide, presa da pietà, aveva portato via la fanciulla. Si alza un vento favorevole e la flotta prende il largo.