1 

Glauco fu uno degli eroi della guerra di Troia. Nell'Iliade si legge che diresse con Sarpedonte le truppe della Licia alleate coi troiani. Durante il combattimento, Glauco si trovò di fronte a Diomede, il quale gli chiese come si chiamasse. Saputo il suo nome, gli disse che le loro due famiglie erano legate da un'amicizia di lunga data. In  effetti Glauco discendeva da Bellerofonte e Diomede da Oineo, che un tempo era stato ospite di Bellerofonte. In ricordo di questa amicizia i due guerrieri decisero di rinunciare a battersi l'uno contro l'altro. Poi si scambiarono le armi : Glauco offrì a Diomede le sue armi d'oro e ricevette l'armatura di bronzo dell'avversario.

2

 Glauco, figlio di Sisifo, fu il padre di Bellerofonte e il bisnonno di Glauco1. Egli possedeva un attacco di cavalli magnifici e non permetteva loro di accoppiarsi per renderli più veloci nelle corse coi carri. Inoltre li nutriva di carne umana. Glauco partecipò ai giochi funebri promossi da Giasone in onore di Pelia. Afrodite, irritata per la sua condotta verso i cavalli, li fece uscire dalla scuderia il giorno prima della gara e li portò fino al suo pozzo sacro, dove cresceva un'erba che portava alla follia. L'indomani Glauco arrivò per attaccare i cavalli alla sua biga. Non appena però ebbe messo piede sulla piattaforma, gli animali si imbizzarrirono, rovesciarono il carro e trascinarono lo sventurato Glauco, impigliato fra le redini, per tutta la lunghezza dello stadio. Quando alla fine si fermarono, Glauco, ferito non riuscì a sollevarsi. I suoi cavalli allora gli si gettarono addosso e lo sbranarono.

3

Glauco era figlio di Minosse, re di Creta e di Pasifae. Quando era ancora bambino si perse nel labirinto fatto costruire dal padre, e Minosse non sperava più di poterlo ritrovare. Ma un oracolo gli disse di cercare l'uomo che avesse saputo descrivere nel modo migliore una mucca a tre colori che era nata nel suo regno. Quell'uomo avrebbe saputo rendergli il figlio. Ora, il saggio Polido risolse l'enigma dichiarando che quella mucca era simile ad una mora, che prima è rossa, poi bianca e infine nera. Minosse incaricò pertanto Polido di ritrovare Glauco. Ma, questi era caduto in una giara piena di miele ed era annegato. Come rendere la vita al bambino ? Mentre rifletteva, Polido scorse un serpente che si avvicinava al corpicino di Glauco e senza indugiare lo uccise. Quasi subito apparve un secondo serpente. Il rettile esaminò il suo suo compagno con attenzione. Poi fuggì per tornare qualche istante dopo, portando in bocca un'erba che applicò sul corpo del serpente morto. Stupefatto, Polido vide l'animale sussultare e ritornare in vita. I due serpenti si allontanarono insieme. Polido raccolse immediatamente quell'erba e l'applicò sul corpicino del bambino morto, che un attimo dopo riprese a vivere. Minosse colmò Polido di doni e di onori. Polido lasciò Creta e ritornò ad Argo, ma non divulgò mai il suo segreto sino in punto di morte.

4

 

Glauco figlio di Poseidone, diventò come suo padre una divinità del mare. Egli compare nelle Argonautiche. La tradizione voleva che dovesse la sua immortalità a un'erba di vita, ma non è da escludere che le antiche leggende si fossero mescolate e che le avventure di Glauco venissero attribuite a un altro eroe con lo stesso nome.

 

 

Rispettabile divinità marina, i cui oracoli erano molto apprezzati, Glauco fu meno avveduto nei suoi amori. Egli tentò in particolare di sedurre Scilla, ma ne fu impedito da Circe, che lo coprì di ridicolo.