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Un tempo divinità del cielo in Italia, Giove divenne un dio personalizzato con l'arrivo a Roma dei re etruschi. Questi unirono in una triade le tre divinità che ai loro occhi erano più importanti : Giove, Giunone e Minerva, ed eressero loro un grande tempio sul Campidoglio. Nacque così a Roma il culto di Giove Ottimo Massimo, nel cui tempio si recavano i generali durante il loro trionfo. Le funzioni di Giove erano molto varie. Egli era il dio della Luce, Lucentius ; colui che arresta la sconfitta, Stator, e dà la vittoria, e infine colui che unisce la comunità, Feretrio.
Giove affida una missione a Cupido. |
In questo modo era il protettore dello stato in tempo di guerra e il garante del suo benessere in tempo di pace. Come la maggior parte delle divinità romane, Giove non possiede una mitologia propria. Quando venne assimilato al dio del cielo dei greci, Zeus, il suo nome venne associato a certe leggende alle quali il vero Giove romano non aveva preso minimamente parte. Strano a dirsi, i costumi a dir poco liberi che la tradizione attribuisce a Giove non hanno mai nociuto all'universale rispetto di cui il re degli dei è stato sempre oggetto nell'antichità.. Il signore del cielo e della terra è raffigurato sempre sotto l'aspetto di un uomo in età matura con le spalle possenti e barba maestosa.
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