L'eroe della conquista del vello d'oro ci è noto soprattutto attraverso la narrazione particolareggiata che ne ha fatto Apollonio Rodio, ma la storia di Giasone e del viaggio dell'Argo è molto antica : Omero cita le sue imprese nell'Odissea. Giasone era figlio di Esone, re di Iolco in Tessaglia. il fratellastro di Esone, Pelia, usurpò il trono, e avrebbe ucciso tutti i membri della casa reale perché un oracolo gli aveva predetto che sarebbe morto per mano di un discendente di Eolo, il fondatore del regno. Ma, cedendo alle preghiere di sua madre Alcimede, Pelia risparmiò Esone, accontentandosi di imprigionarlo. La regina nascose il piccolo Giasone, l'erede legittimo, e lo affidò alle cure del saggio centauro Chirone. Passarono gli anni e Giasone diventò adulto. Pelia, il re usurpatore, si sentiva sicuro sul trono, quando un altro oracolo gli predisse di guardarsi da un uomo calzato con un solo sandalo. Giasone ritornò proprio allora a Iolco per riconquistare il regno del padre. Il fiume Anauro era in piena, e sulla riva una vecchia lo supplicò di aiutarla ad attraversarne le acque. Giasone acconsentì, e cammin facendo perse un sandalo. Sotto le spoglie di quella donna si nascondeva la dea Era, che da quel giorno non cessò mai di proteggere l'eroe, tanto più che aveva da lamentarsi di Pelia, il quale aveva trascurato di renderle omaggio. Giasone arrivò infine a Iolco, e Pelia riconobbe in lui il nemico annunciato dall'oracolo. Giasone rivendicò il suo trono, Pelia lo mandò invece alla ricerca del vello d'oro. Per gli episodi della vita di Giasone si veda la voce Argonautiche, e per quelli successivi al viaggio con la nave Argo, si veda  la voce Medea.