Ettore era il primogenito di Priamo, re di Troia, e della regina Ecuba, nonché il marito di Andromaca e il padre di Astianatte. Ettore è una parola greca che significa "supporto" o "sostegno", e alcuni critici ne hanno dedotto che l'eroe troiano non fosse che un parto della fantasia di Omero. In tal caso il poeta è riuscito alla perfezione a creare il ritratto di un guerriero tanto diverso dal suo principale avversario, Achille. Come combattente Achille era migliore di Ettore, ma ciò ha un valore relativo. Il principe troiano appare nell'Iliade come un uomo di cuore, compassionevole, valoroso, sì, in battaglia, ma capace anche di rendere onore al nemico, e ci viene presentato pure come padre e marito affettuoso. Elena lo rispetta perché durante tutta la guerra Ettore non si è mai mostrato malevolo nei suoi confronti. Contrariamente ad Achille, Ettore non interviene in nessuna leggenda al di fuori dell'Iliade, che si chiude con i suoi funerali. Egli appare per la prima volta nel libro II alla testa dell'esercito troiano e ha una parte preponderante negli avvenimenti fino al suo tragico duello con Achille nel libro XXII.  Il suo addio ad Andromaca e al figlio Astianatte (libro VI) è rimasto famoso a giusta ragione. Ettore era protetto da Zeus (libro XV). Il destino di questo eroe, fosse o non fosse egli immaginario, impressionò molto i greci, i quali gli consacrarono un culto in parecchie città, a Troia e a Tebe. Secondo la tradizione le sue ossa furono trasferite nella rocca tebana per ordine di un oracolo.

 

<< Dopo che disse così, mise in braccio alla sposa il figlio suo; ed ella lo strinse al seno odoroso, sorridendo fra il pianto; s'intenerì lo sposo a guardarla....>> (Iliade, libro VI)