Secondo la tradizione, Eros era il dio dell'amore. In origine però rappresentava una forza un pò diversa, più profonda. In Omero non esiste nessuna divinità dell'amore : l'eros è l'attrazione irresistibile che due esseri sentono l'uno per l'altro e che può arrivare fino a privarli della ragione o addirittura a distruggerli. E' il caso della passione da cui furono presi Elena e Paride, che portò alla guerra di Troia. In Esiodo Eros è un dio, ma non è un fanciullo dalle guance paffute che svolazza di qua e di la con frecce e faretra. E' una delle divinità primordiali, così antica come Gea (la Terra) stessa. Non è più il figlio di Afrodite, è il suo compagno di ogni momento. La potenza di Eros era terribile, perché egli poteva causare dei danni da cui non erano al riparo né gli uomini né gli dei.

Da questa concezione emerse progressivamente una divinità dell'Amore. Tuttavia il pericolo che egli rappresentava era riconosciuto anche al tempo di Euripide, il quale lo cita in uno dei cori di Ifigenia in Aulide rievocando le sue frecce, ma in senso figurato. Il potere di Eros non aveva limiti, poiché egli era l'elemento attivo dei primi tempi dell'universo. Ecco perché era adorato a Tespi sotto forma di una pietra grezza. Esistono parecchie versioni della sua genealogia ; spesso è considerato figlio di Ermes e di Afrodite, e per personificare le diverse forme che può assumere gli vengono attribuiti a volte dei fratelli.