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Tragedia di Sofocle
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Incredula, Giocasta risponde che indovini e oracoli non sanno fare altro che tormentare gli uomini. Non bisogna credere loro ciecamente. Non lo sa forse lei stessa, meglio di tutti, che essi non sono infallibili ? Quando un tempo ella aveva dato un figlio a Laio, l'oracolo aveva proclamato che il figlio avrebbe ucciso il padre. Laio quindi aveva fatto esporre il bambino, coi piedi legati, sul monte Citerone. Che ne è stato della predizione dell'oracolo ? Laio non è stato ucciso da suo figlio, ma da qualche ladro sulla strada di Delfi, dove si incontrano tre strade.
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< Dove si incontrano tre strade ? > ripete Edipo. Giocasta rimase colpita dalla voce alterata del marito, il quale la tempestava di domande. Dove si trova quel crocevia ? A quale epoca Laio è morto ? Viaggiava con una scorta numerosa ? Con un solo carro ? Chi portò la notizia a Tebe ? Le risposte di Giocasta non fanno che accrescere il turbamento di Edipo. Questi chiede infine alla regina di far venire il testimonio dell'uccisione. Egli aveva chiesto a Giocasta di essere mandato lontano da Tebe, segnata per lui da crudeli ricordi. Giocasta l'aveva lasciato andare come pastore sulla montagna. Edipo esige di vedere quel pastore e prega Giocasta di farlo cercare senza indugio. La regina acconsente, ma chiede allo sposo di confidarle il suo tormento. Edipo racconta allora a Giocasta e agli anziani la propria giovinezza.
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Nessuno meglio di Sofocle in Edipo Re ha saputo rappresentare il dramma dell'uomo di fronte al fato. |
Egli si era sempre considerato il principe ereditario di Corinto, fino al giorno in cui un tale, sotto gli effetti del vino, gli aveva rimproverato di non essere il figlio legittimo di Polibo. Recatosi allora a Delfi per sapere la verità, l'oracolo gli aveva predetto delle cose terribili. Sulla strada di Delfi a Tebe aveva incontrato un uomo altero a un crocevia dove si uniscono tre strade. E se quell'uomo fosse stato Laio ? E se lui, re di Tebe, ne fosse stato l'uccisore? Se fosse davvero lui l'essere impuro che disonora la città ? Dove avrebbe potuto andare ? Non certo a Corinto. L' oracolo gli aveva predetto che sarebbe stato causa di sventura per i suoi genitori. Il testimonio dell'uccisione di Laio aveva parlato di briganti. Edipo era solo, non può quindi essere lui l'assassino del re. Giocasta fa quel che può per calmare Edipo. Il capo degli anziani assicura il re del proprio rispetto. Bisogna trovare il testimonio dell'uccisione e fargli dire la verità. Il re e la regina si allontanano. Turbati da ciò che hanno sentito, gli anziani meditano sulla fragilità umana, mentre Giocasta depone un'offerta davanti all'altare di Apollo, pregando il dio di venire in aiuto di Edipo. Uno straniero entra nel cortile. La regina si rialza , l'uomo chiede del re di Tebe , Edipo. |
Giocasta si fa riconoscere. Lo straniero viene da Corinto e annuncia la morte del re Polibo. Il trono è ora di Edipo. Giocasta manda ad avvertire il marito. Ella sente fuggire tutte le preoccupazioni : ancora una volta l'oracolo è stato colto in fallo. Edipo non potrà più uccidere il padre e ritroverà quindi la pace. Il re esce dal palazzo e si compiace di quelle notizie, pur desiderando di essere rassicurato anche sulla madre. Stupito per quelle parole, il messaggero corinzio chiede spiegazione. Edipo gli ripete quello che ha appena finito di rivelare agli anziani di Tebe. Il corinzio lo rassicura pienamente : Edipo non ha più niente da temere, può ritornare a Corinto e regnarvi in pace.
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Il re Polibo e la regina Merope non erano i suoi genitori. Edipo era stato dato loro ancora bambino, poiché essi non avevano eredi. Il messaggero può testimoniarlo più di chiunque altro, perché un tempo faceva il pastore sul monte Citerone...... Giocasta indietreggia con gli occhi sbarrati, e il corinzio prosegue il suo racconto. Un suo amico, pastore come lui, aveva ricevuto l'ordine di abbandonare un neonato sulla montagna ma non riusciva mai a decidersi. Fu dunque lui stesso a raccogliere il bambino, fu lui, e questo lo dice con una certa fierezza, a liberargli le caviglie così crudelmente perforate, fu lui a dargli il nome di Edipo e a condurlo a Corinto dal suo re e dalla sua regina. Giocasta rimane immobile. Edipo chiede al corinzio chi fosse il pastore incaricato di esporre il bambino. Uno dei servitori di Laio, risponde il messaggero, che forse gli anziani conoscono. Gli anziani pensano che si tratti proprio dell'uomo che stanno aspettando, di quel messaggero cioè che portò la notizia dell'uccisione di Laio. La regina deve saperlo. |
Edipo accompagnato dalla figlia Antigone, lascia Tebe. |
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