Dafni era un pastore, figlio di una ninfa siciliana e del dio Ermes. Fu amato da una ninfa, Achenais. Una versione di questa leggenda vuole che egli le fosse infedele, sì che la ninfa, gelosa, lo accecò. Dafni chiuse i suoi giorni cantando tristi pastorali, un genere di cui passa per esserne l'inventore. 

 

Le cinquanta figlie del re d'Egitto Danao, rifiutandosi di sposare i loro cugini, lasciarono insieme col padre il loro paese per andare ad Argo. I giovani le seguirono, e le Danaidi dovettero accettare il matrimonio. Le nozze furono celebrate quello stesso giorno.

 

Stando al racconto che Enea fa ad Ulisse nell 'Iliade (libro XX), Dardano è il fondatore della città di Troia. Era figlio di Zeus e di Elettra, figlia a sua volta del gigante Atlante. Costretto da un diluvio a lasciare l 'isola di Samotracia, Dardano si rifugiò sulla riva opposta, in Asia. Qui fondò una città, alla quale diede il proprio nome, Dardania, e costruì la cittadella di Troia. Sposò la figlia del re del paese, la quale gli diede tre figli. Il primogenito, Erittonio, era il re più ricco al mondo perché possedeva dei magnifici cavalli. Il figlio di Erittonio, Troo, diede il proprio nome alla città e alla regione, la Troade, ed ebbe a sua volta tre figli : Ilo, Assaraco e Ganimede. Priamo, che regnava al momento in cui la città fu presa d'assedio dagli achei, discendeva da Ilo. Enea era un principe della casa reale e dicendeva da Assaraco.

 

Deifobo è uno dei figli di Priamo ed Ecuba e compare spesso nell'Iliade e nelle narrazioni più tarde della guerra di Troia. Dopo la morte di Paride, Deifobo e suo fratello Eleno si contesero la mano della bella Elena. Ebbe la meglio Deifobo, che pure era più giovane del fratello. Quando la città di Troia cadde, Menelao e Ulisse si precipitarono alla casa di Deifobo per ucciderlo. Secondo certi narratori fu Elena invece a colpirlo con una pugnalata.

 

Figlio di Metanira, regina di Eleusi e sposa di Celeo, il piccolo Demofoonte era stato allevato da Demetra. Mentre percorreva tutte le strade del mondo alla ricerca della figlia Persefone, Demetra, che girava sotto le sembianze di una donna vecchia, era stata accolta calorosamente al palazzo di Eleusi. Metanira le affidò la cura del figlioletto, e la dea riconoscente decise di rendere il bambino immortale. Demetra ogni giorno cospargeva Demofoonte di ambrosia e ogni notte lo metteva sul fuoco per eliminare in lui ogni elemento di mortalità. Una sera la regina Metanira sorprese Demetra nell'atto di compiere questi riti magici e lanciò un urlo di terrore. Per rassicurarla, la dea si fece riconoscere. Il piccolo non acquisì l 'immortalità, ma Demetra dichiarò che la città di Eleusi sarebbe stata onorata eternamente e che agli abitanti sarebbero stati rivelati i misteri della terra e della coltura del grano, a cui Demetra stessa presiedeva.

 

Il racconto degli amori di Didone, regina di Cartagine, ed Enea ci è noto soprattutto attraverso l 'Eneide, ma si tratta in realtà di una leggenda molto più antica, già familiare ai romani due secoli prima di Cristo. Elisa (il nome di Didone gli venne dato in epoca molto più tarda) era figlia del re di Tiro, Belo, e sposa di Sicharbas (Sicheo, Sychaeus in Virgilio). Quando il fratello di Elisa, Pigmalione, succedette a suo padre, fece assassinare Sicharbas per impossessarsi delle sue ricchezze. Elisa però riuscì a fuggire con alcuni fedeli portando con sé, intatta, la fortuna del marito. Giunta sulla costa africana, Didone (a Cartagine Elisa porta questo nome) ottenne dal re Iarba, per stabilirsi in quel luogo, tanto terreno   < quanto ne poteva contenere una pelle di bue >. Scelta una penisola che si protendeva nel mare come luogo adatto per fondarvi una città, Didone tagliò la pelle di bue in tante strisce estremamente sottili e le mise in fila in modo da delimitare il territorio di quella che in seguito doveva diventare la grande Cartagine.

 

La parola Dioscuri significa figli di Zeus : così venivano chiamati i gemelli Castore e Polluce, figli di Zeus e di Leda. La loro leggenda assume varie forme a secondo dei narratori, cioè Omero, Esiodo e Pindaro, in quanto Leda diede alla luce due coppie di gemelli : i Dioscuri ed Elena e Clitennestra. Queste ultime sarebbero figlie del re Tindaro. Castore e Polluce erano fra i guerrieri che presero parte alla spedizione degli argonauti e della lotta contro Teseo, il re di Atene che aveva rapito la loro sorella, la bella Elena, e dopo il loro ultimo combattimento ottennero da Zeus l'immortalità. Il re Tindaro aveva un fratello, Afareo, che era padre anche lui di due gemelli, Idas e Linceo. Castore e Polluce rapirono le promesse spose dei cugini, e nell'imboscata che ne seguì Castore fu ferito a morte. Volendo seguire il destino del fratello, Polluce ottenne da Zeus di poter vivere come Castore un giorno sull'Olimpo e uno nell'Ade. La mitologia greca non è la sola nella quale si incontrino dei gemelli : anche nei Veda, il libro sacro degli arii dell'India antica, appare una coppia di gemelli, gli Aswin, che al pari dei Dioscuri, vengono identificati con la costellazione doppia dei Gemelli.

 

Il monte Ditte si trova nella parte orientale di Creta. Secondo Esiodo, Zeus nacque in una caverna che si apriva nel fianco di questa montagna, che è stata identificata con l 'odierno monte Lasithi, esaminato minuziosamente nel 1900 dallo archeologo inglese Hogarth. Questi vi scoprì una grotta imponente, nella quale esistevano ancora numerose offerte votive a Zeus, che testimoniavano la persistenza della sua leggenda nei tempi storici.