Raffigurazione di Diana Lucifera (portatrice di luce), dea della luce.

  Diana è la dea romana identificata con la greca Artemide, anche se la rassomiglianza fra queste due divinità è solo superficiale. Diana ricorda chiaramente nella sua mitologia una divinità originaria del Lazio venerata nei tempi primitivi. Essa non ha una parentela paragonabile a quella che Esiodo attribuisce ad Artemide, inoltre il suo carattere di custode e protettrice delle partorienti è manifestamente più accentuato che in Artemide.

Diana era venerata particolarmente nei boschi e nei boschetti, nonché nei luoghi selvaggi. Ma ciò che illustra meglio il carattere originale di Diana e l 'antichità del suo culto italico è il mito del ramo d'oro. Sulla sponda settentrionale del lago di Nemi, non lontano da Roma, sorgeva un bosco di querce consacrato a Diana Nemorensis (Diana dei boschi). Nel cuore di questo bosco cresceva, si crede, un albero particolare che produceva del vischio. Se uno schiavo fuggitivo riusciva ad arrivare sino all'albero fatidico e ne strappava un ramo "d'oro", avevo il diritto di battersi contro il sacerdote della dea. Se l'uccideva, regnava in sua vece con il titolo di re del bosco, rex nemorensis. Il vincitore però non ereditava soltanto la carica, ma anche l'attesa interminabile e terribile di qualcuno che cercasse a sua volta di strappare un ramo d'oro alla quercia sacra.