Cefalo è un eroe della mitologia greca che fu amato dalla dea dell'aurora, Eos. Sposò Procri, figlia del re di Atene, Eretteo, che era protetta dalla dea Artemide. La dea fece due regali alla principessa : un giavellotto che non mancava mai il bersaglio e un cane, Lelope, dotato del potere di raggiungere tutto quello che inseguiva. Per far dimenticare l'Aurora al suo sposo, Procri gli offrì i due regali magici di Artemide. Tutto sembrava andare per il meglio fra Cefalo e Procri. Ma la giovane era gelosa e un giorno seguì il marito nella foresta dove andava a caccia. L'Aurora, in preda anch'essa alla gelosia, vide allora la possibilità di vendicarsi della rivale. Agitò le foglie del macchione in cui Procri si era nascosta e Cefalo, credendo di sentir muoversi un animale, lanciò il suo giavellotto. L'arma non mancava mai il bersaglio, e Procri venne uccisa.

 

Cenis era la figlia della principessa dei lapiti Coronide. Come molte altre mortali di cui la mitologia ci narra le avventure, fu amata da un dio, in questo caso Poseidone. Quando il dio del mare le domandò che cosa desiderasse, Cenis gli chiese di essere mutata in uomo. Quali che fossero le ragioni di quel desiderio, Poseidone lo esaudì. Cenis divenne  quindi Ceneo e ricevette il dono di essere invulnerabile in battaglia. Fu così che partecipò alla terribile lotta contro i centauri che ebbe luogo in occasione del matrimonio di Piritoo. Ceneo ne uccise parecchi prima di essere sotterrato a colpi di tronchi d'albero. Per finirlo, i centauri ammucchiarono su di lui una massa di di terra e di rocce.

 

Cerbero,il cane dell'Ade", è uno dei mostri che stavano a guardia dell'ingresso del mondo degli inferi. Era figlio di Tifone e di Echidna, creatura metà donna e metà serpente, discendente di Medusa. Il re Euristeo impose ad Eracle, per la sua undicesima fatica, di catturare Cerbero negli inferi e di condurlo sulla terra. Esiodo descrive Cerbero come un mostro con molte teste e una voce terribile, ma correntemente gli si attribuiscono soltanto tre teste.

 

Cerere, dea del grano nella mitologia romana, fu identificata spesso con Demetra. Il suo santuario principale si trovava ai piedi del colle Aventino. Esso era stato fondato nel V secolo a.C. , e il culto di Cerere vi era già molto ellenizzato, tanto più che la dea romana era associata alle antiche divinità rustiche Liber e Libera. Questo culto presentava quindi qualche analogia coi misteri eleusini (celebrati ad Eleusi) in onore di Demetra, Persefone e Iacco (uno dei nomi di Dioniso). Come Demetra, Cerere era legata alla terra, e le venivano offerti dei sacrifici per purificare una casa dopo la morte di un suo abitante. La dea era venerata dal popolo minuto, che celebrava i suoi riti in aprile.

 

Nell'Odissea (libro XI) i cimmeri sono un popolo che vive ai confini del mondo, in un paese dove non splende mai il sole. <<...Là dei Cimmeri è il popolo e la città, di nebbia e nube avvolti;>>. E' li che Circe manda Ulisse quando questi cerca l'entrata dell'Ade.

 

Circe è la maga dell'Odissea (libri X, XI, XII). Omero ci dice che era figlia del dio sole, Elio, e la sorella del re della Colchide, Eete. Le versioni post-omeriche dicono che Ulisse le diede un figlio, Telegono. Maga malefica che mutava gli uomini in animali (trasformò in porci i compagni di Ulisse), Circe è considerata in certe leggende la dea dell'amore avvilente.

 

Nelle leggende romane, Clelia era una giovane romana che il re etrusco Porsenna, alleato dei Tarquini che tentavano di attuare la riconquista del loro regno, aveva preso in ostaggio. Clelia fuggì dal campo etrusco gettandosi nel Tevere che traversò a nuoto, riuscendo a raggiungere Roma. Porsenna pretese che la fanciulla gli venisse resa, e naturalmente fu accontentato. Il re , ammirando il suo coraggio, la liberò insieme con alcuni suoi compagni.

 

Musa della storia, Clio era, come le sue sorelle, figlia di Zeus e di Mnemosine, la memoria. Fu amata da Strimone, il dio fluviale della Macedonia. Il loro figlio, Reso, possedeva una mandria di meravigliosi cavalli bianchi, più veloci di tutti nella corsa. Alleato dei troiani, Reso fu assalito da Ulisse e Diomede, i quali lo uccisero per impadronirsi dei suoi cavalli, perché un oracolo aveva detto che, se fossero riusciti a bere l'acqua dello Xanto, Troia non sarebbe stata presa. In greco Clio significa ''festeggiare''. Perciò Clio è la musa per eccellenza della storia e della poesia epica.

 

Nella religione romana Concordia personificava lo spirito dell'armonia della comunità. Nel IV secolo a.C. le venne dedicato un tempio, situato vicino al Foro. L'altare che le era consacrato si ergeva su una delle vette del Campidoglio. Nell'anno 10 d.C. l'imperatore Tiberio dedicò un tempio a Concordia Augusta, ed è con questo nome che la dea fu chiamata da allora in poi.

 

Conso era un dio romano, in origine una divinità della terra e dell'agricoltura, che, come la maggior parte degli dei legati alla fertilità, era in rapporto col mondo sotterraneo. La sua festa si celebrava nel mese di agosto, al tempo del raccolto. Le Consualia comprendevano dei riti ai quali prendevano parte dei cavalli. Esse venivano celebrate davanti a un altare sotterraneo del Circo Massimo, che veniva scoperto solo per quella festa. Nell'occasione venivano istituite delle corse di muli, perché quel giorno i cavalli e gli asini dovevano riposare, incoronati di ghirlande.

 

Figlia di Crise, sacerdote di Apollo, Criseide è all'origine della famosa disputa fra Agamennone ed Achille. Catturata nel corso di una spedizione greca contro una città della Misia, la fanciulla fu assegnata ad Agamennone. Crise supplicò il condottiero greco di rendergli la figlia, ma Agamennone rifiutò. Crise chiese allora aiuto ad Apollo. Il dio non rimase sordo alla preghiera del suo sacerdote, e dall'alto del suo carro lanciò sul campo greco una pioggia di frecce che provocarono una pestilenza fra i guerrieri. I capi greci fecero pressione su Agamennone perché facesse cessare quella calamità. Il re fu costretto a cedere, ma in cambio di Criseide pretese la cugina di questa, Briseide , schiava di Achille. Furioso, questi si ritirò sotto la tenda e rifiutò di battersi fino alla morte del suo amico Patroclo, che egli volle vendicare.

 

I Cureti erano dei demoni ai quali si diceva che Rea avesse affidato il figlio Zeus perché lo allevassero. Quando decise di nascondere il figlio al padre Crono per non esserne divorato, Rea lo portò a Creta, dove la capra Amaltea gli diede il suo latte mentre delle api gli portavano il loro miele. I Cureti erano dei giovani semidivini. Affinché Crono non sentisse i vagiti del bambino, essi facevano un grande strepitio danzando e battendo gli scudi. Zeus Kouros (cioè Zeus adolescente) era verosimilmente oggetto di culto a Creta, e il nome cureti deriva forse da quello dei giovani che lo veneravano. Un'iscrizione scoperta a Polaiokastro contiene un inno dei Cureti a Zeus Kouros.