Mezzo uomini e mezzo animali, i centauri rappresentano gli impulsi selvaggi dell'uomo primitivo.

Nella mitologia greca i centauri sono delle creature strane, mezzo uomini e mezzo cavalli. La loro origine risale all'amore sacrilego del re dei lapiti, Issione, per la dea Era. Per evitare che Issione insultasse la sua sposa, Zeus diede ad una nuvola le sembianze di Era e le diede il nome di Nefele (la Nube). Issione l'amò : ne nacque Centauro, il padre dei centauri.

Il cavallo era sconosciuto in Grecia nel secondo millennio a.C. Non è quindi da escludere che questo animale, la cui importanza era davvero notevole per un popolo di nomadi migratori, fosse oggetto di culto, ed è anche probabile che in alcune regioni lontane, quali la Tracia e la Tessaglia, vivessero delle tribù semiprimitive che si dedicavano all'ammaestramento degli animali selvatici. In questo modo avrebbe potuto crearsi l'immagine di un essere mitico che univa il cavaliere alla sua cavalcatura. Salvo qualche eccezione, i centauri erano violenti, selvaggi e brutali e non reggevano il vino. Per i miti relativi a certi centauri, quali Chirone, Euritione, Nesso o Folo, si vedano le relative voci .