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Nell'Iliade Calcante è l'indovino, prodigo di consigli, che accompagna gli achei nella spedizione contro Troia. Era un sacerdote di Apollo, figlio di Testore. Appare prestissimo nell'opera di Omero (nel libro I), ed è lui a consigliare ad Agamennone di rendere Criseide al padre, perché la fanciulla è figlia di un sacerdote di Apollo e questo dio, irritato, ha fatto scoppiare una pestilenza nel campo degli achei. Nel II libro, Ulisse dice come Calcante avesse predetto che ci sarebbero voluti dieci anni agli achei per conquistare Troia. Calcante è presente anche nei miti relativi alle origine della guerra di Troia.
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E' lui a persuadere Agamennone a sacrificare la figlia Ifigenia per ottenere dei venti favorevoli alla partenza della flotta ferma in Aulide. E' ancora lui a proclamare che senza Achille non ci sarebbe stata vittoria. Nel Filottete di Sofocle, Calcante chiede durante l'assedio che si faccia uso dell'arco e delle frecce di Eracle in possesso di Filottete. Calcante è un personaggio sinistro. Ogni sua comparsa è foriera di morte o di dolore. Alcune leggende lo presentano come un troiano, traditore della sua patria, che si sarebbe messo dalla parte degli achei perché sapeva che Troia sarebbe stata distrutta.