di Apollonio Rodio

Libro III

Atena ed Era hanno seguito tutte le fasi della spedizione e ora si concertano per trovare il modo di aiutare Giasone ad impadronirsi del vello d'oro. Chiedono consiglio ad Afrodite, e quest'ultima decide di inviare Eros a ispirare amore per Giasone in Medea, figlia del re Eete. Trattandosi di una maga, non c'è altro modo per averla come alleata. Giasone decide comunque di presentarsi ad Eete e di chiedergli di consegnarli il vello d'oro. Lo accompagnano i quattro figli di Frisso più Telamone ed Augia. Il re Eete è figlio di Elio (il sole). Gli argonauti vengono accolti da Eete, dalla sua sposa Idia, dal figlio Apsirto e dalla figlia Calciope. Calciope corre incontro ai propri figli, piena di gioia nel vederli tornare. Poi si unisce a loro Medea, la figlia più giovane del re. Appena Medea vede Giasone, Eros le infiamma il cuore. Come portavoce è stato scelto Argo, figlio di Frisso, il quale spiega a Eete le ragioni della richiesta di Giasone. Siccome la spedizione è stata ordinata da un oracolo, Giasone, se gli verrà consegnato il vello d'oro, conquisterà per Eete le terre dei sarmati, i suoi bellicosi vicini. Ma il re s'infuria, insulta gli argonauti e i loro antenati e li ingiuria : essi abusano della sua ospitalità. In realtà gli vogliono rubare il regno! Giasone, l'assicura che le cose non stanno affatto così : non ha forse promesso egli stesso di ingrandirglielo?. Eete decide allora di adottare un'altra tattica per mettere alla prova Giasone. Nella piana di Ares si trovano due tori mostruosi, che hanno gli zoccoli di bronzo e sbuffano fuoco dalle narici. Giasone dovrà aggiogarli e attaccarli ad un aratro.  

Nella piana di Ares, Giasone affronta due tori mostruosi sbuffanti fuoco dalle narici.

Dopo di che dovrà arare un campo e seminarvi dei denti di drago. Da questi usciranno degli uomini armati, che Giasone dovrà uccidere prima che si faccia notte. Se Giasone non accetta le sue condizioni, Eete dichiara senza indugi che tratterà gli argonauti in modo da scoraggiare chiunque avesse osato andare nella Colchide. Che fare?. Visto che Eete non gli lascia scelta, Giasone accetta. Medea si ritira, tremando di paura al pensiero del destino dell'eroe. Questi ritorna a bordo dell'Argo e informa i suoi compagni delle prove che lo aspettano. Argo, figlio di Frisso, gli fa sapere che, essendo sacerdotessa di Ecate, sua zia Medea può, se vuole, venire in loro aiuto. Argo ritorna in fretta al palazzo, dove Medea gli rivela che un sogno l''ha avvertita che il padre non ha nessuna intenzione di mantenere la parola. Argo, va allora dalla madre, Calciope, che temendo per la vita dei suoi figli, accetta di andare a trovare Medea e la trova disposta ad aiutare Giasone.

 Medea si dirige verso il santuario di Ecate mentre Giasone, accompagnato da Mopso, si fa condurre da Argo fino al tempio. Nella pianura Giasone avanza da solo incontro a Medea, sola anch'essa senza le sue ancelle. Medea suggerisce a Giasone il sacrificio da offrire alla dea Ecate nel corso della notte. Poi gli consegna un balsamo magico con cui spalmarsi il corpo prima di affrontare i tori che sbuffano fuoco. Infine gli fa promettere di non dimenticarla quando se ne andrà dalla Colchide.

Giasone le risponde che serberà per sempre il suo ricordo e che anzi, se lei si unirà agli argonauti alla loro partenza dalla Colchide, lui la sposerà. Diventerà così la donna più venerata di tutta la Grecia. E' proprio la risposta che Medea si augurava di sentire. L'indomani Giasone semina i denti del drago, e grazie all'aiuto di Medea esce vincitore dalle prove che gli sono state imposte da Eete. Il re è testimone del suo trionfo. l'amarezza gli riempie il cuore, ed egli prende la decisione di massacrare Giasone e i suoi compagni col favore della notte.

Argonautiche libro II.

Argonautiche libro IV.