Nel IV secolo a.C. i Persiani dominavano un esteso territorio comprendente Mesopotamia, Egitto, Asia Minore e parte dell'India. Il re, non potendo governare da solo questo vasto Impero, affidava quindi le varie provincie a dei governatori locali (i Satrapi), che godevano di molta autonomia. Fra il 377 ed il 353 a.C. la Caria fu governata da Mausolo, il quale spostò la capitale ad Alicarnasso. A detta degli storici è ad Artemisia che si deve la costruzione del Mausoleo dedicato al fratello-sposo Mausolo, ed è per tale motivo che se ne è fa risalire la costruzione al biennio intercorso tra la morte di lui e quella di lei, cioè al 353-351 a.C. Si comprende facilmente che la tomba aveva proporzioni troppo vaste affinché in così poco tempo se ne fosse potuto abbozzare il progetto e completare la relativa costruzione.Probabilmente la realizzazione dell'opera è avvenuta mentre Mausolo era ancora in vita, nel 370-365 a.C., e che l'esecuzione terminasse intorno al 350 a.C., poco dopo la morte di Artemisia. La bellezza dell'architettura della tomba, unitamente alla decorazione scultorea, la fecero menzionare fra Le sette meraviglie del mondo antico, da allora si iniziò chiamare col nome di mausoleo qualsiasi tomba monumentale (mausoleo di Augusto, mausoleo di Adriano). In questa opera, risalente alla millenaria tradizione orientale dei sepolcri colossali, le credenze orientali e il gusto barbaro si fondono con la più recente arte greca, generando  l'arte ellenistica. 

Il mausoleo venne eretto sul fianco di una collina, su una piattaforma quadrangolare, sopra la quale si innalzava un tempio ionico a 36 colonne. Questo era a sua volta sormontato da una piramide quadrangolare a 24 gradini, su cui giganteggiava una quadriga (una biga trainata da 4 cavalli). Lo stile era caratterizzato da una massiccia presenza di sculture su tutto l'edificio. Seguendo la descrizione del Krischen, la tomba di Mausolo presenta un grande basamento di 22 metri di altezza, circondato inferiormente da una zoccolatura degradante, sopra la quale si innalza un colonnato ionico di nove colonne per undici, di circa tredici metri di altezza. Sopra questo si trovava una piramide a gradini di 7 metri ed infine la quadriga. Il tutto raggiungeva un'altezza di 49 metri. In questa ricostruzione tutto l'insieme è legato da un sistema di misure molto semplice basato sul multiplo del piede e del cubito sami, congiunti dal rapporto di due o tre multipli per due e per potenze di due, secondo regole costanti dell'architettura greca.

La ricostruzione di Krischen fu, fra le molte, la più semplice ed attendibile. Essa si accorda con le misure delle fondamenta e con quelle di parti  architettoniche rinvenute dall'archeologo inglese Newton negli scavi del 1856. Vanno altresì ricordati numerosi frammenti di fregio, raffigurante la Amazzonomachia; sembra che questi rilievi abbellissero l'esterno della cella e che, secondo la tradizione tramandataci da Plinio, fossero stati affidati ai maestri maggiori del tempo. A Scopas il lato orientale, a Leocore il lato opposto e gli altri due a Briosside e Timoteo. La facciata e l'intero complesso dell'edificio erano opera di due architetti: Potino e Pitide.

Sembra che nel sec.XII il monumento esistesse ancora: più tardi, nel 1402, il monumento servì da cava di marmi. L'edificio fu distrutto nel XV secolo dai crociati, ed è possibile oggi ammirarne solo alcuni resti al British Museum di Londra.