Araldica Gentilizia   Famiglia Micheletti  Storia

Riconosce questa nobile famiglia per suo capostipite un cavaliere franco,Nicolò, il quale, caduto gravemente ferito nel ritorno di una spedizione in Oriente, venne accolto amorosamente da una gentildonna della famiglia Comneno, signora della città di Volo nella Tessaglia. Il cavaliere ne sposò poi la figlia Elena, dando così principio, circa a metà del 1400 a questa famiglia, che tenne possesso della città di Volo e della provincia di Janna per molte generazioni combattendo sempre contro i turchi, essendo alleata alla Repubblica Veneta. Perdette e riprese più volte i suoi possedimenti, ma poi non riuscendo a resistere alla pressione turchesca, si ritirò a Venezia dove fu accolto con ogni onore e insignito di cospicue cariche specialmente militari. Ebbero, di generazione in generazione, l'Ordine di S. Marco e il grado di Generale di un reggimento di fanti italiani di cui divennero proprietari e possiedono ancora la bandiera. Nel 1612 la Repubblica Veneta, per servigi specialissimi resi, decretò al Conte Antonio l'onore di portare nello stemma il motto "Patriae salus et gloria". Il Conte Teodoro, nel 1700 fu Governatore militare di Brescia, Bergamo, Corfù e Zante, il figlio di lui, Nicolò si segnalò alla presa di Tunisi. Quest'ultimo passò poi a Modena con il Duca Ercole III d'Este e dei suoi successori austro-estensi.